Fdi accusa la Raggi: “Sei tu che stai svendendo l’Ama in cinque mosse”

mercoledì 13 marzo 11:22 - di Francesco Storace

Di buon mattino, le notizie arrivano anche passeggiando lungo i corridoi della Pisana. Le porta Giancarlo Righini, consigliere di Fratelli d’Italia, uno dei più seri nell’aula e nelle commissioni. “Sto leggendo la tua inchiesta sui rifiuti e mi pare che sulla Raggi stiamo arrivando alle stesse conclusioni”. Cioè? “Stanno preparando il biscotto per Ama, la regaleranno ad Acea“. Anche tu colpito dall’audizione alla Pisana dell’ex amministratore delegato, Bagnacani? “Proprio così”.

Difficoltà create ad arte

Tana. Ma tutti tacciono. E per questo Righini ha scritto al grillino che presiede la commissione ambiente, Marco Cacciatore, per convocare la Raggi. “Deve spiegare un po’ di cose”.
1) Il bilancio Ama del 2018 non ancora approvato. 2) La curiosità del si’ al documento contabile della società di revisione e il no del collegio sindacale. 3) Il no motivato sulla scorta di una contestazione del Comune relativa al pagamento di 18 milioni per i servizi cimiteriali. 4) Ma i crediti di Ama nei confronti del Comne ammontano a 230 milioni, quindi si sta parlando del nulla. 5) La mancata approvazione del bilancio ha comportato la sospensione delle linee di credito da parte delle banche. E quindi? “E quindi – continua Righini – è stata creata ad arte una situazione di difficoltà che solo un terzo soggetto potrebbe salvare Ama dal concordato preventivo”. Acea? “Bisogna chiederlo a Virginia Raggi”

Chi ha deciso in Campidoglio

Non resta che attendere la risposta del presidente della commissione. Va aggiunto che sul tema Ama – e non solo – anche alla Pisana i Cinque stelle registrano spaccature. Del resto, la capogruppo in consiglio regionale si chiama Roberta Lombardi, che certo non le manda a dire alla Raggi. Ma comunque non si potrà ignorare la richiesta dell’esponente di Fratelli d’Italia. Il Comune – anche per ciò che sta documentando da giorni il Secolo e stasera ci sarà anche qualche dettaglio in più nella nostra inchiesta – non può tacere. Chi ha deciso la strategia?

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