Escalation dell’intolleranza antifascista: bruciata bandiera della Lega a Palermo, minacce a Roma

sabato 9 marzo 15:15 - di Redazione

Aumentano gli atti di intolleranza contro la Lega e contro il governo da parte dei soliti antifascisti, che già negli anni scorsi hanno manifestato con violenza contro il pensiero della Lega e comunque di tutti coloro che non fossero di sinistra. Bruciare una bandiera è un atto simbolico molto forte e anche molto offensivo: ma finora noi italiani eravamo abituati a assistere a roghi di bandiere israeliane, statunitensi, al massimo francesi, ma bandiere di un partito incenerite sinora non si era mai visto. Ora siamo arrivati anche questo estremo gesto antidemocratico: una bandiera della Lega è stata bruciata ieri a Palermo durante la manifestazione femminista contro la violenza di genere indetta per l’occasione da Non Una di Meno. Durante il corteo che concludeva la giornata di mobilitazione alcune manifestanti hanno appiccato le fiamme alla bandiera. Un gesto subito condannato dagli esponenti siciliani del Carroccio. “Ognuno è libero di esprimere il proprio consenso o dissenso rispetto alle posizioni politiche della Lega o di qualsiasi partito, ma bruciarne il simbolo evoca tempi bui che nessuno di noi si augura” dice Tony Rizzotto, deputato regionale della Lega a Palazzo dei Normanni, per il quale il fatto è “ancora più grave considerando che la Lega è oggi il principale partito italiano e quel gesto è quindi un’offesa per milioni di elettori e militanti”. Per Igor Gelarda, responsabile siciliano enti locali della Lega e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Palermo, quel gesto è “un brutto segnale d’intolleranza politica che nulla ha a che vedere con le rivendicazioni femministe. Non è, comunque, con questi atti che potrà essere rallentato il nostro cammino rispetto alle riforme che ci chiedono gli italiani. Dalla Sicilia alle Alpi. Il rispetto per gli avversari politici è una cosa fondamentale – aggiunge l’esponente siciliano del Carroccio – e alzare i toni con questi gesti violenti è controproducente sia per chi li compie, che per l’intera comunità nazionale. Mi auguro che nessuno pensi di ridurre quanto accaduto al rango di folclore – conclude Gelarda – perché invece si tratta di un gesto esecrabile da non sottovalutare”. Anche a Roma grave gesto di intolleranza verso il Carroccio: una Falce e Martello con la scritta “Lega Salvini e lascialo legato”, è apparsa questa mattina sulla sezione di Lega Ponte Milvio in via Riano 44 a Roma.Lo riferisce sulla sua pagina Facebook il segretario di Sezione Riccardo Corsetto, vicecoordinatore della Lega nel XV Municipio che commenta così il gesto sul social: “Stile e gesto vintage! Stiamo decidendo se denunciare alla Digos o alla Neuro”…

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