Diciotti, l’arringa (emozionata) di Salvini: “Noi salviamo tutti, altri volevano i cimiteri aperti…”

mercoledì 20 marzo 11:40 - di Lucio Meo

“Di solito vado a braccio, stavolta me lo sono messo per iscritto, quando si mette in dubbio che io abbia fatto qualcosa che avrebbe messo a rischio la sicurezza vostra e dei vostri figli, mi emoziono un poco anche io…”. Inizia così il discorso di Matteo Salvini al Senato, nel giorno del voto dell’aula sull’autorizzazione a procedere per la vicenda della Diciotti. Un lungo discorso, un’arringa difensiva accorata in un clima di silenzio irreale, con accanto i fedelissimi leghisti ma senza la presenza del premier Conte. Il voto arriverà poco dopo ora di pranzo, l’esito sembra scontato ma non si escludono “dissidenti” grillini disponibile a votare sì all’autorizzazione.

Salvini ha proseguito con i numeri del blocco degli sbarchi: “Meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Così facendo abbiamo salvato migliaia di vite. Più che di porti aperti qualcuno auspicava cimiteri aperti, io non lascio morire nessuno in mare”, ha sintetizzato il vicepremier, “noi salviamo tutti”, ha aggiunto a corredo delle cifre lette (348 sbarcati, un solo morto), che dimostrano come il fenomeno degli sbarchi sia del tutto ridimensionato grazie alla linea dura del Viminale.  Salvini ha poi ricostruito la vicenda dell’estate scorsa su cui risulta indagato con dettagli, passaggi chiave e informazioni sulle decisioni di non far sbarcare i migranti dalla nave che attendeva in mare. “”Alla fine la nave ha attraccato, non sarò mai il ministro che lascia morire in mare qualcuno senza muovere in dito: abbiamo soccorso, salvato e anche aperto un contenzioso. E’ chiaro a tutti che quei giorni di permanenza in un porto sono serviti, nell’interesse pubblico italiano, a svegliare qualcuno che evidentemente stava dormendo. Quei quattro giorni sono stati fondamentali per aprire una discussione con l’Europa”. Per Salvini, chi come questo governo lavora per stroncare il business dell’immigrazione “aiuta anche la lotta ai trafficanti di droga e di armi… gli italiani mi pagano per difendere i confini e la sicurezza del Paese e io continuerò a farlo”. Poi l’appello finale, anche questo con un pizzico di emozione: ” “Per andare a processo dovrei dire una bugia, relativamente al fatto di non aver agito per interesse nazionale. Non ho mai pensato di dove intervenire per sequestro di persona anche se lo faccio volentieri perché da 9 mesi lavoro nell’interesse degli italiani. E’ stata un’iniziativa a due, coerente con gli interessi pubblici del Paese con la quale abbiamo salvato migliaia di vite. Comunque votiate io vi ringrazio e state certi che continuerò a fare questo lavoro senza paura, altrimento farei un altro mestiere, io decido la mia vita a questo splendido paese…”.

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