Di Maio sfida la Lega sugli F35: “Progetto da rivedere”. FdI: finirà come con la Tav…

15 Mar 2019 17:26 - di Antonio Pannullo

Il vice premier Luigi Di Maio tranquillizza tutti: tranquillizza gli Usa per la Via della Seta, tranquillizza i pacifisti che non vogliono sentir parlare di F35, tranquillizza le aziende italiane che invece hanno molti appalti con gli Usa prioprio per la costruzione degli F35 e infine tranquillizza le fabbriche che vogliono essere pagate per gli F35 che già ci hanno consegnato. “Non c’è nessuno scambio” con la Lega tra la firma del memorandum con la Cina e il via libera agli F35. Lo assicura il vicepremier, rispondendo alle domande dei cronisti fuori Palazzo Chigi. “Il dossier F35 è nelle mani del presidente Conte e della ministra Trenta”, ha aggiunto il capo politico del M5S. Cominciamo proprio dal punctum dolens dei grillini, divisi a metà tra il pacifismo della sua base più ortodossa ed esigenze di governo e impegni presi: sugli F35 “io penso che il M5S debba continuare a chiedere di rivisitare questo progetto. Quelli che erano gli arretrati li abbiamo pagati perché non ci facciamo parlare dietro da nessuno. Ma adesso – ha proseguito il titolare del Mise – bisogna rivisitare il progetto per una semplice ragione: magari dobbiamo recuperare risorse per investirle in cybersicurezza”. Come aveva detto pochi giorni fa il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il numero degli aerei ordinato sarà drasticamente ridimensionato. E Matteo Salvini dice: “Per quanto riguarda gli strumenti di difesa penso che l’Italia non debba stare indietro. Io penso che l’Italia, in un momento di confronto planetario come questo – ha aggiunto Salvini – non possa permettersi di rimanere esclusa da alleanze di cui fa parte da anni, se vieni meno alla parola data non fai bella figura. Anche perché se certe cose non le studi, progetti e assembli tu, apri le porte a francesi, tedeschi e inglesi e mi sembrerebbe una scelta bizzarra tornare indietro per aiutare altri”.

E a Trump Di Maio dice: “Ho letto che gli Stati Uniti sono preoccupati” per l’intesa Italia-Cina sulla Via della Seta, ma “non hanno ragione di preoccuparsi perché restano il nostro principale alleato. Anzi: io ho apprezzato a suo tempo Trump quando ha detto America First. Allora io dico adesso Italia First: miriamo a tutelare gli interessi dei nostri imprenditori che vogliono portare il Made in Italy nel mondo. Facciamolo firmando degli accordi commerciali che non sono accordi politici, ma restiamo alleati degli Usa, restiano nella Nato e all’interno del Patto dei Paesi occidentali”, ha concluso Di Maio. Ma Fratelli d’Italia non ci sta: ”Di Maio annuncia che il M5S chiederà di rivisitare il programma sugli F35. L’ultima volta che i grillini hanno usato questa formula siamo piombati nello squallido teatrino dell’analisi costi-benefici sulla Tav. Dobbiamo aspettarci la stessa cosa anche sull’acquisto degli F35? Annuncio già che Fratelli d’Italia si opporrà con forza a qualunque ipotesi di indebolimento del sistema di difesa e di sicurezza della nostra Nazione. La Lega non può rendersi complice dell’ennesima follia targata M5S”, ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

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