De Vito, intercettato: Va beh, distribuiamoceli questi soldi di Toti e Statuto

mercoledì 20 marzo 15:01 - di Redazione
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Marcello De Vito voleva incassare subito i soldi arrivati dal gruppo Toti e dall’immobiliarista Statuto nella società Mdl srl che aveva in comune con l’avvocato Camillo Mezzacapo, anche lui arrestato assieme al presidente del Consiglio comunale di Roma. E gli investigatori che lo stanno intercettando ascoltano questa frase di De Vito rivolto a Mezzacapo: «Va beh, ma distribuiamoceli questi».

Mezzacapo però è cauto. E dice al presidente dell’assemblea capitolina di aspettare fino al termine del suo mandato elettorale: “Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì… a fine man… quando tu finisci il mandato, io ci… se vuoi non ci mettiamo altro sopra se vuoi, eh. La chiudiamo, la distribuiamo, liquidi e sparisce tutta la proprietà, non c’è più niente e allora però questo lo devi fa’ quando hai finito quella cosa».

Una conversazione che, per il gip è «illuminante». Perché dimostra «in modo inequivocabile il patto scellerato che lega De Vito a Mezzacapo, dando chiara dimostrazione di come le somme confluite nella società Mdl, formalmente riconducibili solo al secondo, siano invece anche del pubblico ufficiale che appare, peraltro, impaziente di entrarne in possesso».

Un «format riuscito» fino ad oggi, spiega il giudice, «grazie alla “congiunzione astrale” e alla spregiudicatezza di chi ritiene, solo perchè dotato di astratte credenziali sociali e/o professionali, di potersi muovere liberamente e impunemente in ambiti criminali».

Ma, dopo l’arresto dell’imprenditore Parnasi, Marcello De Vito e Camillo Mezzacapo, erano diventati cauti e cercavano di «tenere nascosto il loro rapporto» incontrandosi con «modalità assolutamente clandestine».

I due, scrive il gip, temevano «che i rapporti corruttivi da loro intrattenuti con lo stesso Parnasi potessero portare gli inquirenti a focalizzare le attenzioni investigative su di loro».
E, così, iniziano anche ad essere più attenti quando si incontrano o parlano al telefono.
Lo scorso 2 febbraio De Vito a Mezzacapo si incontrano, infatti, attraverso Luca Bardelli, titolare di una concessionaria romana, nel locale del rivenditore quando era chiuso.
Bardelli telefona a Mezzacapo chiedendogli di raggiungerlo urgentemente perché doveva fargli provare una Range Rover, sottolineando di raggiungerlo immediatamente perché la persona con cui doveva incontrarsi si trovava in quel momento con lui.
In pochi minuti Mezzacapo raggiunge la concessionaria in quel momento chiusa. E, dopo circa un’ora, viene visto uscire assieme a De Vito dalla concessionaria e una terza persona ed allontanarsi dal luogo.

Ma ci sono decine di altri episodi cristallizzati dagli investigatori ed utilizzati dal gip per giustificare la necessità degli arresti.

In un’altra occasione, dopo aver telefonato a Marcello De Vito, l’avvocato Camillo Mezzacapo, anche lui finito oggi in carcere, chiama Gianluca Bardelli, ora agli arresti domiciliari. E gli riferisce i contenuti del dialogo avuto con il presidente dell’assemblea Capitolina: «Qui noi abbiamo proprio un anno buono, gli ho proprio detto guarda c’è una…adesso c’è una congiunzione astrale che è come quando passa la cometa di Halley, cioè state voi al governo qua di Roma e anche al governo nazionale in maggioranza rispetto alla Lega. E’ la cometa di Halley allora – dice ridendo – adesso hai un anno, se adesso non facciamo un cazzo in un anno però allora voglio dire mettiamoci il cappelletto da pesca, io conosco un paio di fiumetti qua ci mettiamo là,  ci mettiamo tranquilli con una sigarettella un sigarozzo là, con la canna e ci raccontiamo le storie e ci facciamo un prepensionamento dignitoso».

In un’altra intercettazione ambientale del 4 febbraio che compare nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, Maria Paola Tomaselli, De Vito rivolto a Mezzacapo, dice: «A Roma avresti vinto pure con il Gabibbo». E l’avvocato prosegue: «Tieni presente questa cosa… dopo di che io ti voglio dire siccome la congiunzione astrale che si è verificata adesso io credo che noi invecchieremo spero fra molti anni avvenire ne parleremo davanti a un piatto… ma non credo si ripianificherà cioè, difficilmente si riverifica una congiunzione astrale dove oggi stai al governo. Ormai è un dato acclarato, ma dico…tu ristai al governo di Roma e tu ristai al governo del paese con la quota di maggioranza…no?». «Sì» gli risponde De Vito.  E Mazzacapo replica: «Dove fai il fico, hai visto Di Maio che ha rotto il cazzo non forzare che poi occhio».

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