Congresso della famiglia, il logo del governo resta sul sito. Dopo Cirinnà e gay, si mobilitano le trans-femministe…

13 Mar 2019 19:00 - di Lucio Meo

«Il patrocinio è stato revocato», dice il segretario generale di Palazzo Chigi Vincenzo Spadafora a Repubblica, a commento delle polemiche sul congresso mondiale delle famiglie di Verona di fine marzo. Il ministro della Famiglia, il leghista Fontana, smentisce però categoricamente e fa sapere che “non risulta alcuna richiesta di revoca del patrocinio e che è spiacevole che questa notizia venga diffusa mentre il ministro Lorenzo Fontana e il Dipartimento Famiglia sono in viaggio per New York per un evento all’Onu sul tema della conciliazione dei tempi famiglia-lavoro”. Sta di fatto che sul sito ufficiale dell’evento campeggia ancora la locandina con il logo della presidenza del Consiglio (nella foto), anche se la senatrice Pd Monica Cirinnà canta vittoria sui social, così come Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Mentre resta il giallo sulla concessione del patrocinio della presidenza del Consiglio le attiviste di Non Una Di Meno annunciano per il 29, 30 e 31 marzo una “tre giorni femminista” di mobilitazione contro l’evento. Obiettivo delle attiviste trasformare il capoluogo veneto in città “trans-femminista“, con conferenze, laboratori, spettacoli, performance, assemblee e cortei dedicati, tra gli altri, ai temi del gender, dei diritti lgbtqi, dell’aborto, del femminismo.

Dal mondo della destra arrivano attestati di solidarietà nei confronti del ministro e della sua iniziativa, come da nota dei consiglieri regionali del Veneto d Fratelli d’Italia: «Nel ribadire con convinzione che per noi di Fratelli d’Italia la famiglia è solo quella naturale, cioè quella composta da un uomo e una donna e dall’eventuale frutto del loro amore, che sono i figli, confermiamo il nostro pieno sostegno al Congresso Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Verona sabato 30 marzo». Sergio Berlato e Massimiliano Barison si dichiarano convinti”che in questo particolare contesto storico si debba rivendicare il prezioso ruolo che ha la famiglia, sottolineare che questa istituzione deve essere tutelata e valorizzata riportandola al centro del dibattito politico”. «Gli attacchi di una certa Sinistra ideologizzata nei confronti di queste manifestazioni in difesa della famiglia sono un oltraggio alla libertà di esprimere in modo pacifico un sentimento che accomuna una moltitudine di persone, preoccupate per una deriva nichilista della società. ‘Ma mentre non ci stupisce più di tanto che in Veneto parte della Sinistra più estrema alzi i toni per chiedere la revoca del patrocinio della Regione, per meri motivi ideologici – continuano Berlato e Barison – ci preoccupa invece la notizia, apparsa nei giorni scorsi sulla Stampa, in merito al probabile ritiro del patrocinio alla manifestazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una posizione incomprensibile da parte del Governo, di cui fa parte anche la Lega, partito che ha chiesto e ottenuto l’istituzione del Ministero della Famiglia».

Non mancano stilettate al veleno dal Pd: «Il M5S la smetta di prendere in giro, il patrocinio della Presidenza del Consiglio campeggia ancora sul sito dell’allucinante Congresso delle Famiglie. I proclami di Di Maio o sono falsi o sono inutili», attacca il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. «Vorrei ricordare -sottolinea il capogruppo- che a Verona si incontrano dei signori che pensano che l’omossesualità sia un reato da condannare duramente ed un segno distintivo di Satana. Abbiate almeno la dignità di non fare questo congresso di estremisti pericolosi sotto lo scudo di Palazzo Chigi».

 

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