Chi se ne frega di chi strumentalizza Greta. Noi difendiamo la Terra dei padri

lunedì 18 marzo 16:44 - di Fabio Roscani

Chissenefrega di chi strumentalizza Greta. Abbiamo a cuore il futuro della Terra: non rompeteci i polmoni. Sono stato bombardato di telefonate, messaggi su whatsapp e su Facebook di amici, militanti, giornalisti, qualche politico… Che ne pensi di Greta Thumberg, la giovane ragazza svedese, attivista dello sviluppo sostenibile che ha dato il via a questa mobilitazione mondiale di giovani contro i cambiamenti climatici? Gioventù Nazionale aderisce al #FridayForFuture? Ma sei sicuro che non ci siano le lobby internazionali dietro la bambina svedese? Ho risposto molto serenamente a tutti, non ho avuto problemi a raccontare quella che per me è innanzitutto una scelta di coscienza. Il tema dei cambiamenti climatici, del surriscaldamento del pianeta, dall’eccessiva emissione dei composti organici tali da provocare il buco nell’ozono in particolare nei paesi in via di sviluppo, il rischio di vedere scomparire intere specie animali e vegetali e sommerse terre oggi rigogliose nel giro di pochi decenni, non può essere a mio avviso relegato anch’esso come si fa per tutto al giorno d’oggi, al vaglio del tatticismo politico, del calcolo d’interesse, come fosse la composizione di una giunta comunale o la crisi di maggioranza di un governo qualsiasi.

Questa volta no. Io sono orgoglioso dei molti ragazzi di Gioventù Nazionale che hanno partecipato alle manifestazioni che si sono svolte in molte parti d’Italia contro i cambiamenti climatici. Il tema a mio avviso non è Greta e chi la strumentalizza, non mi interessa, non mi appassiona, rimarranno degli odiosi radical chic che nei salotti parlano di scioglimento dei ghiacciai con il Suv parcheggiato sotto casa. Il tema era mettere al centro del dibattito internazionale le responsabilità dei colossi Usa e Cina sull’emissione della CO2 in atmosfera derivata direttamente dalle attività umane.

Più della metà del surriscaldamento terrestre registrato negli ultimi 60 anni è responsabilità dirette dell’uomo. Questo ha causato l’aumento della temperatura degli oceani e lo scioglimento di neve e ghiacciai, stravolgendo modelli climatici millenari. Tutto questo provoca ulteriormente e conseguentemente un innalzamento del livello dei mari e degli oceani, strettamente legato all’emissione dei gas inquinanti. Il principale gas serra, il biossido di carbonio è aumento del 41% dai tempi della Rivoluzione industriale e anche nelle previsioni più ottimistiche, l’aumento del libello dei nostri mari metterebbe a rischio le popolazioni di grandi città costiere come New York, Londra, Shanghai, Sydney, Miami, New Orleans e della nostra Venezia. Tutto questo mentre gli occhi dei potenti sono rivolti altrove.

Sia ben chiaro a differenza di molti ragazzi che vi hanno partecipato i nostri ragazzi erano ben consapevoli delle motivazioni per le quali stavano manifestando. Chi  come noi, al giorno d’oggi si definisce sovranista e conservatore ha ben chiaro in testa come si difende la terra dei padri, la nostra sensibilità sul tema viene oltremodo da lontano, ha ragioni profonde, non ideologiche, che ci portano a considerare la Natura, non un fattore biologico, ma l’altra faccia del sacro.

Ho provato una grande emozione nel vedere una generazione mobilitarsi su un tema così tanto importante, nobile, che esce dal materialismo imperante dei giorni nostri, che rimette l’Uomo al giusto posto nel suo rapporto con la Natura. Un tema che aiuta una generazione a capire il suo ruolo nel mondo, che siamo in lotta per donare un pianeta migliore ai nostri figli e non per sfruttarlo a dismisura per interessi personali ed egoistici. E’un insegnamento, l’affermazione di una visione del mondo, un modo di affrontare la Vita. Una pernacchia ai potenti del mondo e anche alle generazioni precedenti, che non sono mai state in grado di essere da esempio su questo tema. Migliaia di giovani in piazza, non per la legalizzazione della droga o per il sesso libero, non per dare sfogo alle proprie pulsioni individuali, ma per prendere per mano il proprio futuro. Capite che chi ha strumentalizzato Greta, chiunque ne muova i fili non vale un fico secco di fronte a tutto questo?

E mi fanno pena tutti coloro che nelle piazze hanno tentato di dare un colore politico al movimento, con bandiere rosse e cantando Bella Ciao… Sconfitti dalla loro autoreferenzialità, dalla loro inconsistenza morale ed etica. Diretta emanazione di una sinistra che non ha più nulla da raccontare, inesistente nelle istanze profonde dei popoli e che prova ad appropriarsi di qualcosa che non gli appartiene. Difendere la Terra, la Natura, il paesaggio, la flora e la fauna, é una battaglia generazionale, non serve a prendere voti, ma a donare un pianeta migliore ai nostri figli. Tutto il resto sono fregnacce, utili a riempire forse le pagine dei giornali, a far prendere like al radical chic di turno. Incoraggiamo questa generazione, da Nord a Sud, in Europa, in America come in Asia e in Africa. Come fate a non emozionarvi di fronte alla speranza che si riaccende sul mondo? Chi non combatte questa battaglia ne é complice. Chi non ne capisce l’importanza non ha chiaro la portata di ciò che accade o è in malafede.

E chissenefrega di chi strumentalizza Greta! Abbiamo a cuore il futuro della Terra! Non rompeteci i polmoni!

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Pietro Minciotti 19 marzo 2019

    Solo la Destra, la grande Destra delle battaglie etiche, la Destra della spiritualità e dell’identità può portare avanti una battaglia così importante!

  • Pietro Benigni 19 marzo 2019

    E’ ora di finirla che a votare siano solo i maggiorenni. I minori devono essere rappresentati in parlamento. I genitori di figli minorenni devono poter votare per loro curando i loro interessi. Altrimenti i minori saranno come dei fantasmi e verranno coperti di debito pubblico deciso da chi vota adesso.E non è giusto.

    • Francesco Storace 19 marzo 2019

      non sono d’accordo

  • Antonio Bonifacio 18 marzo 2019

    Chi come noi, al giorno d’oggi si definisce sovranista e conservatore ha ben chiaro in testa come si difende la terra dei padri, la nostra sensibilità sul tema viene oltremodo da lontano, ha ragioni profonde, non ideologiche, che ci portano a considerare la Natura, non un fattore biologico, ma l’altra faccia del sacro.

    Non potevi dirlo meglio, complimenti. Questo è quello che divide abissalmente “noi” da “loro”, l’esigenza del sacro che solo la natura nouminosa rivela all’uomo che sa percepirla

  • In evidenza

    contatore di accessi