Catania, la solidarietà di Gioventù nazionale al giovane pestato da 30 ultrà della sinistra

venerdì 22 marzo 13:31 - di Stefania Campitelli

Pestato solo perché di destra, come ai tempi bui. Gioventù nazionale esprime solidarietà al giovane studente di destra, Enrico Maccarrone, aggredito a Catania da oltre trenta estremisti dei centri sociali durante un volantinaggio davanti alla scuola De Felice sulle prossime attività del movimento.

Al giovane, finito in ospedale per una frattura allo zigono, prognosi di trenta giorni, arriva la vicinanza del movimento giovanile di Fratelli d’Italia che denuncia il grave episodio di violenza politica da parte di ultrà appartenti all’estrema sinistra catanese nostalgici degli anni ’70 e delle contrapposizioni frontali destra-sinistra. «Chiediamo punizioni serie per atti come questi – hanno dichiarato in una nota i due portavoce siciliani, Antonio Piazza e Antonio La Spada – è inammissibile che nel 2019 un giovane non possa fare volantinaggio, sulla ricorrenza dell’Unità d’Italia. Siamo in un paese libero e democratico. Non è il primo episodio del genere che accade in Italia. I ragazzi dei centri sociali comprendano che la politica è prima di tutto confronto e rispetto reciproco, non violenza. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine riescano a fare chiarezza quanto prima su questo vile gesto».

Proprio a Catania due settimane fa è stata inaugurata la nuova casa di Gioventù nazionale nella storica sede del Fronte della Gioventù, segno di una continuità ideale e di un forte radicamento nella città dell’organizzazione giovanile del partito di Giorgia Meloni. Una presenza capillare e crescente che i giovani virgulti della galassia dei centri sociali pensa di combattere a suon di pestaggi e di aggressioni 30 contro 1. «Qualcuno – continua Antonio La Spada, favarese doc, che pochi giorni fa aveva denunciato la distruzione di una statua del Cristo sfregiato con una violenza inaudita  – qualcuno è rimasto fermo ai metodi dell’azione politica violenta del secolo scorso. Auguriamo a Enrico una pronta guarigione e sicuro che ritornerà presto con maggior convinzione a difendere le nostre idee». A poche ore dall’aggressione dello studente i militanti dell’organizzazione giovanile avevano sottolineato: «Non cediamo il passo a chi non ha idee su cui confrontarsi, ancora più forte di prima proseguiremo la nostra azione. Le fratture passano, l’azione infame di questi zoticoni di sinistra resta».

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