Caos vaccini, scatta l’obbligo e parte il monitoraggio: tutte le città dove c’è stato l’alt

martedì 12 marzo 10:23 - di Redazione

E alla fine si è arrivati al giorno X: in base a quanto giuridicamente previsto dall’obbligo vaccinale propedeutico all’ingresso a scuola, questa mattina chi era senza certificazione non sarebbe dovuto entrare in classe: e stando ai calcoli presunti, i casi di irregolarità, in tutto il Paese, potrebbero essere diverse migliaia. Il dato più preciso è in linea con la norma Lorenzin è quello del Lazio, dove quasi tutti i bimbi sono risultati in regola, con i dati sulle coperture vaccinali pari quasi al 98%.

Vaccini, scatta l’obbligo: oggi senza certificato non si entra a scuola

Ieri, intanto, come riferisce tra gli altri in queste ore il Messaggero online, «non sono stati ammessi i primi bambini no-vax. In base alla legge Lorenzin, infatti, le famiglie dei ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, dalle elementari alle superiori, senza la presentazione del certificato dell’avvenuta vaccinazione vengono sanzionati da 100 a 500 euro. Altra prassi è prevista invece per i bambini che frequentano un nido o la scuola materna dove, senza certificato, si viene espulsi». Tecnicamente il termine ultimo della proroga per presentare la documentazione attestante le vaccinazioni è scaduto ieri, visto che il 10 marzo era domenica. Lo ha precisato ancora poche ore fa il ministero della Salute, avvertendo che le eventuali misure per chi non presenterà la certificazione scatteranno dunque da oggi. In ogni caso, come fa sapere all’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), «la situazione è più tranquilla di quanto si possa pensare. Fare una stima è difficile. I bambini non vaccinati sono molto pochi e una mia stima che verificheremo nei prossimi giorni è di qualche centinaio in tutta Italia. Ma ribadisco, lo sapremo per certo tra qualche giorno»: dunque la situazione rappresenta un ottima opportunità per aggiornare i monitoraggi sulle vaccinazioni. Vaccinazioni che, per quanto riguarda l’obbligo sul morbillo potrebbe restare fisso: «“C’è un’epidemia in atto”, ha spiegato infatti il ministro della Salute, Giulia Grillo e ha riferito il Messaggero, e quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Continua infatti a crescere il numero dei casi di morbillo in Europa e l’Italia resta sempre nelle prime posizioni della classifica: l’ultimo bollettino del Centro europeo per il controllo delle malattie, infatti rileva che nei mesi di novembre e dicembre 2018, la Romania ha avuto 261 nuovi casi, l’Italia 165, la Polonia 133 e la Francia 124. Triste primato anche per i decessi: delle 33 persone morte durante i 12 mesi, 22 erano in Romania, 7 in Italia, 2 in Francia e 2 in Grecia».

Aggiornamento dei dati: l’obbligo diventa opportunità di monitoraggio su scala nazionale

Nel frattempo, secondo quanto risulta da una rilevazione di medio termine effettuata dal ministero della Salute appositamente per valutare l’impatto della Legge sulle vaccinazioni obbligatorie nelle coorti di bambini nati negli anni 2015, 2014 e 2010, risultano in aumento le coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto ai dati al 31 dicembre 2017. In diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità pari al 95%. In particolare, la copertura nazionale relativa ai bimbi nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017; superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 Regioni. Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B). L’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%; sei le regioni che superano il 95% e altre tre vi si avvicinano. In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%).

Da Udine e Procida, ecco chi oggi non è potuto entrare a scuola

Intanto oggi, in base a quanto riferito sempre dal quotidiano capitolino sul suo sito, «le prime espulsioni sono avvenute in Campania, dove sarebbero circa 700 le posizioni vaccinali ancora da verificare. Non sono stati ammessi in classe tre bambini dell’Istituto Comprensivo Capraro di Procida, non senza momenti di tensione e proteste da parte dei genitori no-vax, e altri tre a Pagani, in provincia di Salerno: le famiglie erano state già avvertite venerdì e quindi ieri non hanno portato i bambini a scuola. I genitori di uno di loro hanno già assicurato che, essendo contrari ai vaccini, non porteranno più il figlio a scuola». E ancora: si è dovuto ricorrere all’intervento dei carabinieri del Nas a Latisana, vicino Udine, dove una mamma insisteva perché la figlia, pur non essendo in regola con il piano di vaccinazioni e i relativi documenti, entrasse in aula. Scendendo giù per lo Stivale, poi, a Livorno si è registrata la denuncia di due genitori rei di aver attestato falsi documenti vaccinali, mentre a Rimini, secondo quanto riferito dal Messaggero, «i bambini a rischio, secondo i dati del Comune, risultavano essere 28: alle scuole di infanzia erano 23 su un totale di 1.200 iscritti e 5 ai nidi, su un totale di 490». A Cesena, infine, i numeri crescono, con ben 347 bimbi non in regola, («31 al nido, tra cui 28 quelli che non hanno presentato alcun certificato e tre quelli che hanno fornito almeno le autocertificazioni»), e ben 316 alla scuola dell’infanzia, 92 dei quali privi di qualunque tipo di certificazione. Poi c’è il caso di Bologna, dove su 8.000 bimbi iscritti ai nidi e alle scuole d’infanzia, circa 300 non risultano in regola con le vaccinazioni. Pur avendo presentato l’autocertificazione, infatti, i genitori non hanno consegnato la documentazione di avvenuta vaccinazione, mentre non sarebbero praticamente presenti bimbi che non hanno consegnato neanche l’autocertificazione. A fornire il dato il Comune, che, da oggi, invierà alle famiglie una mail per avvertirle che, se non si metteranno in regola con le vaccinazioni, la frequenza dei figli verrà sospesa, come prevede la legge Lorenzin, con comunicazione a casa tramite un messo comunale, e potrà riprendere solo dietro presentazione del certificato di avvenuta vaccinazione.

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