Brexit, stasera nuovo voto ma gli inglesi sono decisi a uscire dalla Ue con o senza accordo

mercoledì 13 marzo 17:36 - di Domenico Bruni

Ennesimo voto stasera sulla Brexit al parlamento inglese, ma l’uscita ci sarà. L’Italia segue gli sviluppi della Brexit, pronta naturalmente ad affrontare le conseguenze che potrebbero determinarsi in caso di no deal, ossia di uscita senza accordo. È emerso oggi all’incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e vari ministri, che solitamente precede il Consiglio europeo. Da Londra si apprende che l’obiettivo del governo britannico rimane una Brexit con un “buon accordo”. Lo ha ribadito Theresa May, nel question time in corso alla Camera dei Comuni. La premier, che da ieri soffre di un forte calo di voce, ha anche ribadito che stasera voterà a favore della mozione del governo, per escludere l’opzione no deal per la Brexit. Tuttavia anche nel caso di una Brexit senza accordo, l’87% dei beni importati in Gran Bretagna saranno esenti da dazi e non ci saranno nuovi controlli alla frontiera irlandese. Lo ha annunciato questa mattina il governo britannico, dopo che il parlamento ha bocciato ieri sera l’accordo di uscita dall’Ue negoziato con Bruxelles. Il piano, reso noto prima che il parlamento voti stasera per decidere se è possibile uscire dall’Ue senza accordo alla scadenza del 29 marzo, migliora la situazione per i beni provenienti dai Paesi extra Ue, ma peggiora quella per le merci europee. Attualmente la Gran Bretagna ha un regime tax free per l’80% delle importazioni, mentre tutti i beni provenienti dall’Ue sono esenti da dazi. In pratica, con il nuovo regime, l”82% di quanto viene importato dall’Ue rimarrebbe tax free, mentre per il resto del mondo si salirebbe al 92% (ora è il 56%). Il progetto prevede il mantenimento di dazi per la protezione di alcuni settori, fra cui l’agricoltura, con tariffe all’importazione per la carne bovina, ovina, il pollame e prodotti caseari. Per quanto riguarda lo spinoso problema della frontiera fra Irlanda del Nord e Irlanda, unico confine di terra fra regno Unito e Ue, il piano prevede un regime temporaneo durante il quale non verrà imposto sulle merci in transito nessun controllo né verrano richieste dichiarazioni alla dogana. Nel frattempo il governo britannico cercherà di negoziare un accordo a lungo termine con la Ue. Come detto, stasera alle 19 (le 20 in Italia) si consumerà a Westminster l’ennesimo momento della verità. Dopo il voto con il quale ieri ha respinto per la seconda volta l’accordo per la Brexit, la Camera dei Comuni è chiamata è decidere se procedere o meno con l’opzione no deal, vale a dire l’uscita senza accordo dalla Ue. Il voto di stasera si applica però alla sola scadenza del 29 marzo, la data ufficiale della Brexit, fissata per legge. Il testo della mozione presentata dal governo, recita infatti che i Comuni “rifiutano di approvare l’uscita dall’Unione europea il 29 marzo senza un accordo di recesso e una cornice per le future relazioni”. L’approvazione della mozione del governo non esclude quindi un’uscita disordinata in una data successiva al 29 marzo.

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