Banche e finanza, il ministero dell’Economia offre consulenze non pagate. Cosa c’è dietro il bando?

lunedì 18 marzo 10:28 - di Redazione

Un strano bando, in cui si offrono consulenze “gratuite” su temi sensibili, le banche, la finanza, i mercati. Un bando emesso dal ministero dell’Economia e Finanza su cui si accende una spia rossa del comitato #Noiprofessionisti, che ha deciso di impugnarlo con i propri legali. «È illegittimo il bando che prevede compensi pari a zero. Lo ha chiarito il Collegio del Tar Campania pochi mesi orsono, stabilendo che le esigenze di riequilibrio finanziario debbono armonizzarsi con altri principi fondamentali dell’azione amministrativa, tra cui quelli di ragionevolezza e di proporzionalità nonché, nella fattispecie, quello di equo compenso per le prestazioni professionali». Nei mesi scorsi, oltre cento avvocati di Napoli e provincia avevano vinto il ricorso contro il bando del Comune di Marano che prevedeva prestazioni professionali gratuite.

Ma cosa si tratta, nello specifico, il bando del Mef? Il 27 febbraio scorso è stato pubblicato un avviso per l’affidamento di incarichi della durata di due anni per svolgere attività di consulenza in favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). L’obiettivo è individuare professionisti con competenze in materia di diritto bancario, societario e dei mercati finanziari ed un inglese fluente, figure cioè ad altissima professionalità con percorsi accademici consolidati o svolgimento di attività professionali anche a livello europeo.  Il bando prevede un tempo strettissimo per l’invio delle manifestazioni di interesse  a 10 giorni dalla sua pubblicazione ad opera del Mef, fatto che lo ha reso sconosciuto a tanti possibili candidati, ed in più prevede che non venga erogato alcun compenso per le prestazioni fornite, è un altro dei motivi di doglianza. Secondo il Comitato #Noiprofessionisti, ci sarebbe il rischio di legittimare “presenze esistenti o auspicate, che così potranno avere il badge di accesso agli uffici e le altre dichiarazioni di sicurezza necessarie per trattare dati sensibili e/o riservati” per poi discutere, successivamente, la questione del compenso. Tutte ipotesi da dimostrare, ovviamente, solo ammonimenti a vigilare meglio su alcuni aspetto della privacy ma il merito è che non si possono emanare bandi gratuiti.«Dato che tale normativa, pochi mesi fa aveva ottenuto la prima affermazione giudiziale nei rapporti tra avvocati e pubblica amministrazione, facile è stato partire lancia in resta, denunciando l’ira di notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, srchitetti, medici», annunciano i professionisti, raccogliendo il tutto in un esposto davanti al Tar patrocinato dall’avvocato Errichiello, lo stesso che aveva vinto il ricorso su Marano.

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