Banche, dopo i dubbi di Mattarella è braccio di ferro Lega-M5S sul nome di Paragone

sabato 30 marzo 12:58 - di Redazione

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge sulla Commissione d’inchiesta sulle banche  ma ha accompagnato l’atto con una lettera ai presidenti delle Camere in cui ricorda che l’attività della commisisone non potrà essere di controllo sull’attività creitizia e ammonendo ad evitare il rischio che la commissione sovrapponga i propri compiti a quelli di Bankitalia.

“Le note del presidente della Repubblica saranno oggetto di grande attenzione da parte dei membri della commissione – dice al Corriere della Sera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, a proposito dei rilievi del presidente della Repubblica  – l’obiettivo dell’inchiesta non è di punire, ma di imparare dagli errori del passato affinché non si ripetano. Finalmente si potrà lavorare per far luce sulle vicende degli ultimi anni che hanno portato migliaia di famiglie in una situazione drammatica”.  A proposito della designazione del presidente della commissione Fraccaro osserva: “Saranno i parlamentari della commissione a scegliere il presidente. Io ritengo che il senatore Paragone conosca a fondo la materia e per il Movimento 5 Stelle rappresenta un nome di qualità che potrà lavorare per il bene dei cittadini, secondo la linea di questo governo, che è quella di tutelare i risparmiatori e non i banchieri”. Sul nome di Gianluigi Paragone la Lega, attraverso il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha già espresso dubbi giudicati inaccettabili da Di Maio. Sul nome del rpesidente della commissione, dunque, si profila l’ennesimo braccio di ferro Lega-M5S.

“Condivido la preoccupazione del presidente Mattarella – afferma in un’intervista a Repubblica, la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati  – perché la normativa sulla commissione d’inchiesta di vigilanza sulle banche deve essere come ogni altra interpretata. E vista la delicatezza della materia occorre che ciò avvenga rigorosamente, dentro il perimetro delineato dalla Costituzione, sia per quello che riguarda l’autonomia delle autorità di vigilanza, sia per quello che attiene alla libertà di iniziativa economica degli enti bancari, che sono istituti di diritto privato”.  “Diversamente – osserva la seconda carica dello Stato – io ritengo che il rischio possa essere quello di una destabilizzazione dei risparmiatori e di una pericolosa ricaduta sui mercati finanziari”. E aggiunge: “Come presidente del Senato intendo, in raccordo con il presidente Fico, vigilare, nell’ambito di quelle che sono le mie prerogative istituzionali, su un andamento dei lavori che sia rispettoso dei principi costituzionali. In questa direzione mi sembra opportuno che i componenti della commissione siano scelti tra esperti del settore che con la loro sensibilità politica e giuridica sappiano affrontare con equilibrio un così difficile compito. Solo infatti la competenza e la professionalità possono scongiurare rischi di strumentalizzazioni politiche”.

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