Australia, contenuti estremisti e violenti in rete? I dirigenti social rischiano il carcere

martedì 26 marzo 9:51 - di Redazione

I dirigenti di Facebook, Google, Twitter e altre compagnie di social media saranno passibili di pene detentive in Australia se le loro piattaforme mancheranno di rimuovere contenuto estremisti e violenti, come già avviene per il materiale di abusi sessuali a minori.

L’avvertimento arriva dal primo ministro australiano Scott Morrison dopo un incontro a Brisbane con i vertici delle compagnie, in cui si è parlato dell’attacco alle moschee in Nuova Zelanda, durante il quale l’attentatore ha usato Facebook per trasmettere dal vivo l’uccisione di 50 devoti islamici a Christchurch. Il video originale su Facebook girato e diffuso dal 28enne australiano Brenton Tarrant secondo le stime è rimasto online per circa un’ora e visto centinaia di migliaia di volte prima di essere rimosso. Durante questo tempo è stato copiato e diffuso attraverso la rete, con altri 1,5 milioni di tentati upload nelle prime 24 ore.

Morrison, che era affiancato dai ministri delle Comunicazioni Mitch Fifield, degli Interni Peter Dutton e dal Procuratore Generale Christian Porter, ha prospettato pene severe per le compagnie di social media che non introducono volontariamente cambiamenti drastici per frenare la diffusione di materiale estremista nei loro servizi.

“Dobbiamo evitare che le piattaforme di social media siano trasformate in armi con contenuto terroristico”, ha detto Morrison. “Se le compagnie di social media mancano di dimostrare la volontà di istituire immediatamente misure per prevenire l’uso delle loro piattaforme come quello che è stato filmato e condiviso dal perpetratore della terribile strage a Christchurch, pagheranno le conseguenze”. In aggiunta alle pene per le compagnie, i dirigenti di base in Australia saranno considerati personalmente responsabili e passibili di pene severe, anche detentive, ha precisato il primo ministro.

Al vertice le compagnie erano rappresentate dai dirigenti che affronterebbero le pene severe secondo il proposto giro di vite. Nella delegazione di Facebook l’ex funzionario della Casa Bianca Nathaniel Gleicher, responsabile della cybersicurezza e l’esperto di controterrorismo Gullnaz Baig, mentre per Twitter il capo della public policy globale Colin Crowell con diversi esponenti delle sue squadre regionali.

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