Architettura, Rampelli: «Distruggono il ponte di Bassano, la sinistra peggio degli Unni»

giovedì 28 marzo 17:05 - di Redazione

«Uno dei gioielli architettonici del Palladio, il Ponte di Bassano, simbolo di una città e luogo caro ai soldati della Prima guerra mondiale e agli alpini, che ne fecero un canto popolare, sta per essere definitamente deturpato. La struttura palladiana, di cui l’architetto parla nei Quattro Libri dell’Architettura, opera studiata in tutto il mondo, e che attira migliaia di visitatori, oggi si presenta completamente diversa». È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha inviato un’interrogazione al ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. «La giunta comunale, nonostante i tre milioni ricevuti dal Mibact nel 2015 per la realizzazione di opere di recupero e consolidamento, è intervenuta sul ponte degli Alpini affermando di non poter realizzare il progetto di Andrea Palladio per perseguire un restauro conservativo. Ora, invece avendo completamente eliminato le stilate esistenti opera perciò una ricostruzione che avrebbe consentito di realizzare il progetto che Palladio pubblica ne I quattro libri dell’architettura».

Rampelli: effetto visivo devastante

«La ricostruzione- aggiunge Rampelli –  finge di essere un restauro dell’esistente progetto Casarotti. Una decisione che comporta un effetto visivo, architettonico devastante: poiché invece di riprendere il progetto palladiano mostra un ponte di acciaio inox mascherato da ponte in legno. Come se dovendo ricostruire il Colosseo avessero costruito una struttura di acciaio e i marmi diventassero un semplice rivestimento, anzi un travestimento. Siamo certi – ha spiegato il vicepresidente – che il progetto dell’amministrazione comunale coincida con quello avallato dal ministero? Perché, visto che abbiamo gli strumenti tecnologici adeguati non ripristinare il progetto originario del Palladio?». Ci auguriamo – ha concluso Rampelli- «che il ministro Bonisoli sappia dare le adeguate risposte e intervenga».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza