Anche Iacchetti molla i grillini: «Pensano solo alle loro poltrone». Poi attacca Claudio Baglioni sui migranti

sabato 9 marzo 12:24 - di Marta Lima

«Come me anche altri che hanno votato M5S hanno l’amaro in bocca. Arrivati al vertice, sono apparsi più impegnati ad accaparrarsi seggiole e poltrone che a mantenere le promesse». Parole dure, quelle pronunciate dall’attore e presentatore Enzo Iacchetti in un’intervista a La Verità, in cui racconta di avere votato in passato per il Pci: «Ho avuto il mito di Enrico Berlinguer, poi ho smesso perfino di andare a votare». Del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini “non mi piace il modo di porsi – dice Iacchetti – di affrontare i problemi, il linguaggio e il messaggio basato sull’amplificazione delle paure della gente, soprattutto delle fasce più deboli e meno protette che la sinistra ha progressivamente dimenticato. Del resto, Umberto Bossi non era pure lui nel Pci? E Roberto Maroni non simpatizzava per Democrazia Proletaria?».
Iacchetti racconta anche dei suoi screzi con Claudio Baglioni, che lo aveva bocciato a Sanremo: «Non ha respinto me. Peggio: ha rifiutato una canzone di Francesco Guccini, “Migranti”, che peraltro è nello spettacolo teatrale. Quando Guccini lo ha infilzato: “Guarda te, il compagno Baglioni adesso parla di disperati in mezzo al mare, ma la mia canzone l’ha cestinata”, lui prima ha replicato che non ne sapeva nulla – bel direttore artistico mi verrebbe da dire – poi che comunque io non sono un cantante, e quindi era giusto così. Ma anche lui non è un presentatore, e si vede».

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