Addio a Mario Marenco, un architetto in prestito allo spettacolo. Arbore, amico di una vita: «Sono sotto choc»

domenica 17 marzo 16:58 - di Bianca Conte

Un umorismo naif che sfiorava il surreale e una complicità artistica con Renzo Arbore di cui ha condiviso in più rinomati successi radiofonici e televisivi, Mario Marenco ha dato oggi il suo addio alle scene della vita: l’attore, architetto e designer foggiano è morto stamattina al Policlinico Gemelli di Roma dove era ricoverato da qualche giorno. Aveva 85 anni. Personalità eclettica, autore e interprete poliedrico l’attore, che era anche architetto e designer, ha legato la sua carriera prima radiofonica e poi televisiva a Renzo Arbore, realizzando con lui e Gianni Boncompagni  Alto Gradimento, e poi praticamente tutte le trasmissioni televisive di Arbore, da L’altra domenica a Indietro tutta!. Nell’immaginario collettivo, Marenco era per tutti e resterà per sempre, il colonnello Buttiglione, la Sgarambona, Riccardino, l’astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco e tutti gli altri intramontabili personaggi a cui ha dato vita e colore nell’arco di una carriera basata sulla discrezione e l’irriverenza al tempo stesso. Ad Arbore Marenco era legatissimo anche perché nati entrambi a Foggia; e Arbore, che ricambiava affetto e stima, alla notizia della sua scomparsa si è detto letteralmente «scioccato»…

Mario Marenco si è spento questa mattina al Policlinico Gemelli di Roma: aveva 85 anni

E non a caso, allora, a dare alla stampa la notizia della scomparsa è stato proprio Renzo Arbore, insostituibile “impresario” dell’amico nato a Foggia il 9 settembre 1933. Della sua vita privata,a  dispetto di una presenza sotto le luci dei riflettori pluridecennale sappiamo poco: quel che conta. Dunque, Marenco si era laureato in architettura nel 1957 all’Università di Napoli, ottenendo poi borse di ricerca a Stoccolma e Chicago. Nel 1960 aveva aperto un atelier di architettura e design, lo Studio Degw con sede a Roma, collaborando con le più importanti case automobilistiche italiane per la realizzazione dei loro stand espositivi. Accanto alla professione di designer però, come noto, Marenco ha sempre affiancato la sua doppia vita nella spettacolo, attraversando e caratterizzando a suo modo gli anni della comicità erede del passato dell’avanspettacolo e, agli esordi di Marenco, proiettata verso i successi del cabaret prima, e del varietà televisivo, poi. E allora,  prima del debutto in televisione nel 1972 con Cochi e Renato ed Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo, si era fatto conoscere nel 1970 con il programma radiofonico Alto gradimento scritto con Giorgio Bracardi e condotto proprio da Arbore e Boncompagni. Era stato poi Mr Ramengo ne L’altra domenica, strampalato inviato che dopo ogni reportage urlava «Carmine!». E ancora aveva animato i programmi Odeon e L’uovo e il cubo.

Una carriera segnata dalla cifra stilistica della poliedricità e dell’eclettismo

Negli anni ottanta aveva partecipato a diverse trasmissioni televisive, tra cui Sotto le stelle (di Magalli, Minellono, Marenco e Boncompagni) dove si è prodotto nel Prof. Aristogitone e in diversi altri sketch, e Indietro tutta! dove ha interpretato il personaggio del bambino Riccardino. Non solo: forte del sodalizio con l’amico di sempre, Renzo Arbore, Marenco era stato anche attore cinematografico portando i suoi personaggi sul grande schermo, in film come Il colonnello Buttiglione diventa generale, Il pap’occhio, I carabbinieri, Vigili e vigilesse, FF.SS cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?.  Poi, fedele al principio di poliedricità, la cifra stilistica della sua personalità e di anni di carriera artistica e non solo, con Rizzoli aveva pubblicato diversi libri umoristici tra cui Lo scarafo nella brodazza, Dal nostro inviato speciale, Los putanados, Stupefax e Il cuaderno delle poesie. Nel 2006 si esibì in coppia col performer Nicola Vicidomini e sempre con quest’ultimo, nel 2007, ha curato la co-direzione artistica della rassegna Salvaguardia Testa Festival a Roma. Nel 2015 Marenco era entrato nel cast di Programmone, il format radiofonico ideato e condotto da Nino Frassica, in onda su Radio 2. Nella trasmissione del comico siciliano Marenco si era segnalato per la sua partecipazione straordinaria, perché straordinariamente discreta quanto incisiva era la sua presenza…

Renzo Arbore, amico di una vita: «Sono sotto choc»

«Sono sotto choc. Sto andando a Foggia». Così Renzo Arbore trattiene con difficoltà la commozione nel parlare della scomparsa dell’amico e compagno di tante avventure radiofoniche e televisive Mario Marenco«Per me la morte di Mario è un dolore fortissimo. Perché lui è stato un caposcuola, non riconosciuto come tale. È stato un inventore di umorismo mai eguagliato», dice Arbore con la voce rotta dalle lacrime. «Marenco è stato un amico per 60 anni. Ci eravamo conosciuti a Napoli – racconta Arbore all’Adnkronos – poi quando ci trasferimmo a Roma diventammo parte della stessa comitiva. Lui all’epoca era fidanzato con una giovanissima e bellissima Laura Antonelli ed era un uomo assolutamente geniale ed originale, inimitabile, non catalogabile. La sua potenza era proprio quella di non essere mai convenzionale. Quindi quando mettemmo insieme la squadra di Alto Gradimento fu naturale che ne facesse parte. Aveva un’intelligenza fuori dal comune anche come architetto e designer. Ed era, come pochi altri, tipo Riccardo Pazzaglia, di una modestia disarmante». «Con Boncompagni ed altri amici come Frassica, abbiamo sempre ritenuto Mario il numero uno dell’umorismo italiano di tutti i tempi. Lo dico senza timore di essere smentito, con la mia esperienza e la mia passione per l’intrattenimento. Era un fuoriclasse. Con le sue parodie ha fatto delle invenzioni straordinarie. E spero che gliene verrà dato atto», aggiunge Arbore. Oltre ad Alto gradimento, Arbore e Marenco hanno condiviso L’altra domenica, Indietro tutta, più recentemente Meno siamo meglio stiamo e due film. «Abbiamo passato stagioni di risate impagabili. Quando c’era lui uscivano fuori cose stupende, poi con me e Boncompagni che lo stimolavano dava il meglio. Ogni tanto ci dovevamo interrompere tanto erano le risate. Una volta caddi perfino per terra», prosegue Arbore. «Ci faceva anche degli scherzi ma una volta ci vendicammo e gli facemmo credere di chiamarlo da un programma radiofonico notturno che si chiamava Svegliati e vinci: lo chiamavano alle tre del mattino e, per una volta, fu lui a cascarci in pieno. Mi mancherà tantissimo», conclude Arbore.

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