A Milano la sicurezza è rimasta solo un decreto: del senegalese si sapeva tutto

giovedì 21 marzo 9:57 - di Gabriele Alberti

Non nuovo alle forze dell’ordine, con precedenti penali  per guida in stato d’ebbrezza e molestie sessuali. Del senagalese si sapeva tutto. C’è una domanda che martella la mente delle persone ma pare interessi a pochi organi di stampa, più interessati al meccanismo politico – morti in mare-Salvini- odio-vendetta -che a scandalizzarsi delle falle della sicurezza: perché un senegalese con tale curriculum ha potuto  essere alla al volante di un autobus carico di 51 ragazzini delle medie? La patente gli era stata sospesa dodici anni fa. Sconcertante: a quanto pare la società Autoguidovie, che gestisce il trasporto pubblico a Crema, sostiene di non essere mai stata a conoscenza dei precedenti penali di Ousseynou Sy. Secondo quanto scrive il Corriere, il certificato penale sarebbe stato richiesto sì, ma solo «al momento dell’assunzione, nel lontano 2004», quando fu assunto da quella che è una delle maggiori aziende italiane a capitale privato del trasporto pubblico locale. Poi non sarebbe stato più verificato. Ecco perché nessuno si è accorto di quella denuncia del 2011 per abusi o della guida in stato di ebrezza. A Milano la sicurezza è ancora solo e soltanto un decreto e l’ integrazione un fallimento.

Strage degli innocenti

Noi tutti avremmo potuto essere i genitori di quei ragazzi finiti nelle mani del senegalese nato in Francia, con cittadinanza italiana, che stava per perpetrare una strage degli innocenti – primo vero atto di terrore sul suolo italiano -. Sentire quanto afferma la società che lo ha assunto, per mettersi le mani nei capelli. Cadono dalle nuvole: «Noi possiamo solo dire che aveva ben venticinque anni di servizio, di cui gli ultimi quindici alle dipendenze di Autoguidovie. Aveva sempre superato positivamente tutte le visite mediche periodiche e annuali. Non sappiamo spiegarci questo assurdo gesto», dice in una nota il presidente dell’Autoguidovie Camillo Ranza. La sicurezza ha acora falle inaccettabili. E pensare che il sindaco di Crema, eletto nelle fila del Pd el 2017, Stefania Bonaldi, è uno dei primi cittadini dissidenti del decreto Sicurezza del Viminale. Insomma uno di quei sindaci “umani”. E per questo già finita nel tritacarne politico.

Le regole aggirate

Le regole dicono che oltre alla patente B e D, il conducente deve ottenere una Carta di qualificazione per il trasporto di persone. Poi l’autista di bus deve sottoporsi a controlli psicofisici e, periodicamente, a quelli tossicologici. Il problema è che stavolta qualcosa è andato storto. L’azienda sostiene che a tali esami Sy si sia sottoposto senza mai destare perpelssità, ma ala domanda: come mai la questione dei precedenti giudiziari  sia stata tragicamente ignorata, la società dei trasporti che lo ha assunto risponde in maniera sconcertante , praticamente non sciogliendo i dubbi: «In più di 100 ani di vitadi Autoguidovie nulla di simile era mai accaduto». Che consolazione. Solo per il pronto intervento dei carabinieri e il coraggio di un ragazzino si è evitata la strage degli innocenti. Ousseynou Sy, intato, è piantonato all’ospedale Niguarda e sottoposto a indagine. La procura di Milano gli contesta i reati di strage e sequestro di persona.

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