«Volevamo rimuovere Trump», dice l’ex direttore dell’Fbi. Altro che Russiagate

giovedì 14 febbraio 17:43 - di redazione

Se così stanno le cose, allora Donald Trump ha avuto ragione a denunciare il complotto contro di lui. Notizia gustosa che però, siamo certi, passerà in secondo piano. Eccola: i vertici del dipartimento di Giustizia erano talmente allarmati dal comportamento di Donald Trump e dalla sua decisione di licenziare il direttore dell’Fbi James Comey nel maggio del 2017, che valutarono la possibilità di coinvolgere membri del governo per invocare il 25esimo emendamento e rimuovere Trump dalla Casa Bianca. A rivelarlo è stato l’ex direttore dell’Fbi Andrew McCabe, in un’intervista al programma ’60 Minutes’ della Cbs. Lo sconcerto per la condotta del presidente Usa, ha raccontato McCabe, era tale che venne ordinato al team di investigatori che indagavano sul Russiagate di ampliare la portata dell’indagine e valutare se Trump, licenziando Comey, avesse ostruito la giustizia e se l’ex tycoon avesse svolto per conto della Russia azioni contrarie agli interessi dell’America. McCabe è attualmente impegnato nella promozione del suo libro di memorie, “The threat: how the Fbi protects America in the age of terror and Trump”, che è in uscita la prossima settimana. Insomma, non era Trump a brigare coi russi ma era l’Fbi a volerlo far fuori.  Scott Pelley, presentatore del programma ’60 Minutes’, ha detto che McCabe ha confermato che il viceprocuratore generale, Rod Rosenstein, si era offerto di indossare un microfono durante le riunioni con il presidente Trump. Per il dipartimento di Giustizia quella di Rosenstein sarebbe stata solo una battuta, ma secondo McCabe molti lo avevano preso sul serio.

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