Volano alto gli States di Donald Trump: solo a gennaio creati 304mila posti di lavoro

sabato 2 febbraio 17:24 - di domenico bruni

Donald Trump gongola in queste ore dopo la diffusione dei dati positivi dell’economia Usa: “Siamo la più forte economia al mondo”, twitta trionfante il presidente. Poche ore fa il dipartimento americano del Lavoro ha comunicato che nel mese di gennaio sono stati creati 304 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli statunitensi, un dato superiore alle aspettative (ferme a 158.000 unità). Il tasso di disoccupazione è salito al 4% dal 3,9% di dicembre, complice in parte il rialzo del tasso di partecipazione (passato al 63,2%, massimi dal 2014) e in parte lo shutdown. Le revisioni hanno visto il dato di novembre passare a 196.000 unità (da 176.000), mentre quello di dicembre è sceso a 222.000 unità (da 312.000 mila). Nel complesso le revisioni hanno ridotto di 70 mila posti di lavoro i dati dei due mesi precedenti. La crescita dei salari, sempre a gennaio, è rimasta al 3,2% su base annua. Secondo gli analisti internazionali, comunque, l’economia statunitense continua a rimanere forte. Smentite dunque le funeree previsioni del clan dei democrats, anche italiani, che prevedevano disastri per l’America di Trump. Trump inoltre repinge le accuse di essersi arricchito dopo la presidenza: “Ho perso un ingente quantità di denaro facendo questo lavoro, una delle più grandi perdite della mia vita”. Così il presidente ha risposto, nell’intervista al New York Times, alle accuse di chi sostiene che la sua società sta avendo vantaggi economici dalla sua elezione a presidente. “Dicono che qualcuno di qualche Paese è stato in un albergo – ha continuato riferendosi alle polemiche sulle delegazioni di Paesi stranieri che affittano camere al Trump Hotel di Washington – ma io sto perdendo soldi, i numeri sono incredibili”. Prima dell’insediamento alla Casa Bianca, Trump decise di affidare il suo business a due figli maggiori Donald jr ed Eric, mossa che fu criticata come molto lontana dall’idea di blind trust considerato necessario per scongiurare il rischio di conflitto di interesse.

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