“Un partito dei cattolici non serve”. L’Ucid propone la sua ricetta a Confindustria e Vaticano

mercoledì 13 febbraio 17:03 - di Monica Pucci

“Più che vagheggiare o promuovere la formazione di nuovi partiti politici, come il partito dei cattolici che sarebbe irrilevante nella geografia politica e partitica, bisogna puntare e rivitalizzare i corpi sociali intermedi”. Ne è convinto il presidente del Comitato tecnico scientifico dell’Unione Cristiana imprenditori dirigenti (Ucid), Riccardo Pedrizzi, per il quale “solo se la società avrà uno scatto di reni, indipendentemente dalle ideologie, si potrà risalire la china in un momento difficile per il Paese”. Aprendo i lavori dell’incontro promosso dal Comitato tecnico scientifico dell’Ucid, Pedrizzi ha quindi evidenziato che “il messaggio del Magistero è attualissimo per affrontare i problemi e dare soluzioni, ponendo al centro non solo dell’attività produttiva ma della quotidianità, la persona nella sua integralità”. Non a caso, ha osservato, “questo nuovo appuntamento del Forum sui valori dell’imprenditoria illuminata dalla fede, è l’occasione per una rinnovata riflessione sull’attuale situazione economica letta alla luce della dottrina sociale della Chiesa”.
“I corpi intermedi devono evolversi, devono andare oltre il fatto di essere dei sindacati per diventare attori sociali, equidistanti dai partiti”, ha confermato da parte sua Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che poi ha parlato anche di Europa: “Un’Europa disgregata fa gli interessi di altri”. Lo ha sottolineato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che si è chiesto se l’Europa “vuole diventare un mercato di consumatori o agire in una logica bilaterale”. Intervenendo all’incontro promosso dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid), Boccia ha ricordato che la situazione attuale “ci obbliga a dibattere sulle ragioni delle riforme, perché solo attraverso l’Europa noi riusciamo a difendere le posizioni”. “Vogliamo essere fuori o dentro?”, si è domandato il presidente di Confindustria ricordando che “saranno i Paesi economicamente forti a scrivere le regole”.

Interessante anche l’intervento di Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, secondo cui “le imprese oggi devono essere capaci di comprendere il proprio ruolo in termini rinnovati e generosi, produttori non soltanto di beni e servizi specifici e misurabili in termini di utili di bilancio ma inseparabilmente produttori del grande servizio dell’inclusione sociale e del recupero dell’ambiente”. Per Parolin, quale nel campo dell’economia “la sfida è un cambiamento dei paradigmi culturali che deve comprendere anche la conversione personale degli imprenditori e stili di vita improntati alla sobrietà e semplicità”. Nella relazione letta nel corso dell’incontro promosso dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione Cristiana imprenditori dirigenti (Ucid), il cardinale ha poi ricordato che “se le aziende non riescono ad includere tra i loro fini i macro-valori si trovano di fatto a creare contro-valori”. Nella società odierna, rileva il segretario di Stato, “assistiamo allo sviluppo di due mondi paralleli: il mondo degli integrati socialmente, che in maggiore o minore misura possono godere dei benefici dell’economia di mercato, e quello degli esclusi, separati da barriere difficilmente superabili”. A questo, osserva il card. Parolin, bisogna aggiungere lo “sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo” che è “una realtà fortemente presente” con i fenomeni della “prostituzione, dei soldati bambini del narcotraffico, dello sfruttamento della mendicità, dei sweatshops”, ma anche “l’esacerbazione del consumo, che non solo fa danno all’ambiente ma distorce la coscienza che le persone hanno di sé stesse”. Ecco perché, evidenzia, “la dottrina sociale della Chiesa segnala un orizzonte di responsabilità che può sembrare nuovo e ambizioso, ma dal quale non si può sfuggire”.

Commenti

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  • Laura Prosperini 14 febbraio 2019

    Servirebbe, eccome, un partito Cattolico con il quale condividere molti valori e principi
    ancora ascoltano confindustria che ci ha lasciato, insieme al pd un’Italia ultima al mondo
    dovrebbero cucirsi la bocca

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