Sviene in classe perché la madre islamica la maltratta. E questi sono gli immigrati integrati…

venerdì 22 febbraio 14:33 - di Redazione
Una ragazza di religione islamica è svenuta a scuola e ha accusato la madre di obbligarla a mettere il velo e di vietarle di parlare ai maschi della sua classe e addirittura di stare troppo vicina al fratello.
Forse  è stato eccessivo arrestare la madre  che, soggettivamente, agisce per un suo credo, non so se tribale o religioso. Invece, mi sembra chiara la lezione che si può trarre da questa come da tante altre analoghe storie. Non sono gli italiani, nella maggior parte dei casi, a fare resistenza all’integrazione di persone che non vogliono accettare la nostra cultura, le nostre regole di civiltà nei rapporti familiari e non solo, e spesso, in generale, le nostre leggi. Difatti, per etnie prevalentemente di religione cristiana le difficoltà si riducono drasticamente. È evidente che la principale (non unica, d’accordo) responsabilità della mancata integrazione risiede troppo spesso nella volontà di chi non vuole integrarsi. In ciò “aiutato” se non spinto, dai maître a penser italiani secondo i quali dovremmo essere noi -per non urtarli- a rinunciare alla nostra cultura, al nostro stile di vita e finanche ai simboli della nostra religione. Il serio problema della ragazza vessata dalla madre islamica riguarda, si badi bene, immigrati regolari da tempo in Italia verso cui nessuno ha da obiettare sul diritto di permanenza nel nostro Paese. Figurarsi quali possono essere i problemi per chi sbarca clandestinamente a casa nostra. Su chi fa finta di non accorgersene, per stavolta stendo un pietoso …velo!
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