Solo per gli ignoranti si può fare a meno della Tav. Con buona pace del popolo dei vaffa

lunedì 4 febbraio 14:28 - di Giuseppe Menardi

Riceviamo dall’ing. Giuseppe Menardi, ex senatore e sindaco di Cuneo 

L’ignoranza dilagante ha permeato l’intera società italiana e pertanto è sempre più difficile per il “popolo” capire quali sono i suoi interessi. I “cittadini” sono alla mercé di coloro che sui social sparano messaggi semplici e di interesse particolare, qualche volta diffuso, si pensi al reddito di cittadinanza, oppure generali ma attinenti all’odio sociale, frutto di frustrazioni, invidia, vendetta ecc. Qualunque ragionamento che si propone di spiegare le ragioni delle scelte, che inevitabilmente chi deve governare fa, deludendo sovente qualcuno, si trasformano immediatamente in una competizione fra Guelfi e Ghibellini. Ovvero fra due fazioni, oggi non sono nemmeno più divise da ragioni ideologiche, ma semplicemente separate da interessi sempre più sociali e morali, Nord e Sud, naturalmente non solo italiano ma del mondo, presunti onesti e inconsapevoli disonesti, utenti e dipendenti, ecc. Succede perciò che riusciamo facendoci ridere dietro dall’intera Europa a rimettere in discussione per esempio la Tav dopo che fin dal lontano 1994 il presidente francese Mitterand lanciò l’opera, che seguì tutto l’iter di approvazione degli Stati italiano e francese, si fecero studi di fattibilità e molteplici e notevoli verifiche tecniche ed economiche. L’Unione Europea commissionò studi di fattibilità tecnici ed economici indipendenti e poi finanziò l’opera giudicandola vantaggiosa per i cittadini.

Il no alla Tav e quella rissa da stadio…

Il no alla Tav voluta da una parte del Governo, arriva nella migliore tradizione della rissa da stadio fra le due curve, che non accetta la differenza fra le squadre decisa dal valore sul campo, ma dalle urla delle tifoserie. Il rischio è altissimo, non si tratta solo di perdere molto denaro in prospettiva, ma di pagare oneri salatissimi per il mancato rispetto degli impegni assunti con la Ue. Tuttavia il costo più elevato è di natura generale perché interessa l’economia ma anche la cultura, lo sviluppo della nostra nazione, perché in questo modo la penisola italiana rischia la deriva nel Mediterraneo, staccata dalla Ue proprio come una zattera portata dall’onda. Nel nostro caso è l’onda dei vaffa, dei gruppi organizzati al tanto peggio tanto meglio, che non hanno nulla da difendere, che sono stati educati ad attribuire al prossimo la responsabilità e le colpe dei loro fallimenti e della loro miseria, che sono stati invitati ai soli diritti e mai ai propri doveri, ignoranti e supponenti, convinti che aver letto un tweet sia sufficiente per sapere di tutto e perciò a disquisire di qualsiasi argomento, meglio se è scientifico e difficile perché così è più facile esprimere la propria ignoranza.

Quanto è già stato speso per l’opera

Non credo perciò che avremo la possibilità di far capire al “popolo” che se un po’ di unità d’Italia si è creata nello scorso secolo, essa è dovuta per esempio a due realtà e cioè la televisione (pubblica) e l’Autostrada del Sole e da pochi anni in questo secolo l’Alta Velocità. Tralascio di spiegare le ragioni per le quali la televisione nel tempo ha unito l’Italia, perché mi paiono evidenti, si pensi solo ai personaggi televisivi che sono riusciti a farsi interpreti di un comune sentire da Enna fino a Bolzano. Mi soffermo sull’Autostrada perché non ci sarebbe nemmeno quella gracile unità dello stivale senza questa infrastruttura, che ha rappresentato: il viaggio del rientro al Sud dei meridionali trapiantati al Nord, la via delle vacanze dei cittadini del Nord e dell’immenso interscambio  di merci fra Nord e Sud, che il cabotaggio non è mai riuscito a fare e che per Ferrovia non si è mai voluto. Ma si pensi a cosa rappresenta oggi l’Alta velocità fra Torino, Milano, Roma Napoli. Sono convinto che nessuno potrebbe pensare di farne a meno. Ad oggi per la Tav sono già stati spesi 173 milioni per la galleria del tunnel geognostico di Chiomonte e 391 milioni per il tunnel geognostico Di Saint Martin la Porte che è nell’asse e del diametro della galleria di base, in totale comprese le diescenterie sono stati scavati 25 chilometri di cui 9 nell’asse della galleria di base. Dice il falso chi sostiene che non è ancora stato scavato nulla del tunnel. Soltanto un esito negativo dei referti geognostici avrebbe potuto fermare la TAV che per legge l’Italia si è impegnata a realizzare e che può essere fermata solo da una legge votata dal parlamento, non certamente dalla volontà di un vicepremier per caso espressione del popolo dei “vaffa”.
In definitiva con buona pace del “popolo” soprattutto di quello dei “vaffa” le infrastrutture sono importanti perché come per il corpo le vene sono il luogo di transito del sangue che ci permette di vivere, senza di esso la parte del nostro corpo che ne è priva viene amputata, così senza grandi vie di comunicazione il territorio muore. Sono convinto che il popolo senza virgolette cioè quello diverso dai “vaffa “ ha diritto di essere rispettato e servito dallo Stato, anche se le tifoserie continuano a urlare.

 

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