Siamo curiosi. Cosa deciderà il tribunale dei ministri con Conte e Di Maio?

giovedì 21 febbraio 12:40 - di Mario Aldo Stilton

Siamo curiosi. Dannatamente curiosi di sapere come il Tribunale dei Ministri, sezione di Catania, si comporterà nei prossimi giorni. Cosa deciderà. Ovvero, se accetterà la richiesta di archiviazione formulata dalla procura etnea nei confronti del presidente del Consiglio Conte e dei ministri Di Maio e Toninelli oppure se -come accaduto per Salvini– richiederà comunque, anche per loro, il processo. Siamo curiosi assai. Perchè logica vorrebbe che i tre magistrati seguissero strada analoga a quella battuta per analoga questione e disponessero, perciò, non l’archiviazione ma, il processo. Con tanto di invio di richiesta al Parlamento. Ma, e c’è sempre un bel ma di mezzo, potrebbe pure accadere che i tre togati, stavolta, prendano per buone le argomentazioni dei pm -rigettate quando furono riferite al ministro dell’Interno- e accettino di archiviare. Nel qual caso la questione assumerebbe tratti flaianeschi (da Flaiano Ennio, principe dell’aforismo), dimostrando anche ai creduloni più tenaci che la giustizia italiana è sempre amministrata allo stesso modo. Che è uguale per tutti  ma, per alcuni è più uguale che per altri. Passano i tempi, passano gli uomini, passano le politiche di centro, di destra e di sinistra ma, nella patria del Beccaria, il neutro rigore della Dea (bendata?) si applica quasi esclusivamente all’ignoto e, magari all’avverso, mentre lo si eviscera, lo si interpreta e lo si calibra per gli altri. Siamo curiosi di sapere cosa decideranno a Catania. E di quale eco mediatica avrà la decisione assunta. Nel nome e per conto di Verità e Giustizia, ovviamente.

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