Scuola, meglio la grammatica sessista o la favola con la principessa che fa la spesa al sexy shop?

giovedì 28 febbraio 13:09 - di Redazione

Sui social ha destato scalpore la foto di un manuale di grammatica per le elementari in cui si descrivevano le azioni di una mamma: cucina e stira. Quale scandalo! le azioni del papà invece erano: lavora e legge. Libro sessista, la sentenza è subito caduta come una mannaia sul testo Nuvola. Percorsi di italiano, la cui colpa – se proprio vogliamo attribuirgliene una – è stata quella di semplificare ricorrendo al luogo comune per non indurre i bambini in errore. Ma la cupola che pretende di fare e disfare in termini di linguaggio (oggetto di cambiamenti stratificati nel tempo e mai imposti dall’alto) ha decretato la sua condanna.

Il quotidiano La Verità con un articolo di Patrizia Floder Reitter ricorda tuttavia che nelle scuole esistono proposte ben più allarmanti, anche se ammantate dell’aureola progressista. Per esempio il racconto Il Cavaliere non violento della scuola di scrittura creativa Omero i cui corsi sono accreditati dal Miur dal 2017. Nel racconto si parla della principessa Abelina che chiede al drago di acquistarle una “crema anticellulite e un lecca lecca a forma di pene di principe…”. Il racconto, secondo La Verità, è stato proposto nelle scuole medie ma non si precisa né l’anno, né quali istituti o quale istituto sia stato coinvolto. Va sottolineato poi che il racconto attenzionato, il cui autore è il docente Francesco Robbiano, risale al 2012 mentre la scuola è accreditata dal ministero della Pubblica istruzione solo da due anni. In ogni caso, il racconto Il Cavaliere non violento corrisponde pienamente ai canoni della favola politicamente corretta: il cavaliere non fa la guerra ma è pacifista e la bella principessa non è uno scrigno di bontà ma una ragazza sessualmente emancipata.  La principessa di cui si parla è infatti bella e vuole essere salvata, però “è stronza”. Il cavaliere non violento che la salva ha il seguente equipaggiamento: uno scudo “Mahatma” con effige di Gandhi e scritta “I Love my enemy, set di 12 frecce “Nannadoro” con punta sonnifere, arco ecologico in legno di bambù, 2 bandiere bianche “Sventolin” antipanico, un libro di mantra buddhisti, una spada “Ultimaspiaggia” per situazioni di estremo pericolo, incenso da meditazione. Inoltre, di lieto fine non c’è traccia: anzi il cavaliere fraternizza col drago e taglia la testa alla principessa. Siamo sicuri che non sia il caso di rimpiangere, a queso punto, la grammatica sessista?

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