Sanremo, per “Repubblica” ci dev’essere la giuria degli illuminati (di sinistra)

martedì 12 febbraio 16:05 - di Ignazio La Russa
Tale Gino Castaldo, propone oggi dalle pagine di Repubblica,  di abolire in futuro il voto popolare a Sanremo e di affidare la scelta del vincitore a  una speciale giuria composta da 200 esperti illuminati, dove alcuni nomi noti, aggiungo io, farebbero da paravento a illustri sconosciuti allineati al pensiero unico. Il televoto a Sanremo è a pagamento, tuona Castaldo, perciò… meglio gli esperti pagati. Naturalmente manca la proposta (che avanzo io) di rendere semmai gratuito il televoto . Per Repubblica conta la “supremazia  culturale, morale, politica etc etc” della intellighenzia di sinistra. Così  obiettiva e libera da premiare per  motivi facili da capire, la più brutta tra le canzoni finaliste di Sanremo.
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Luca Oleastri 13 febbraio 2019

    Non sono mai d’accordo con Repubblica, ma in questo caso si, anche se parzialmente. Sarò estremamente franco…
    Da sempre per quello che riguarda “l’arte applicata” e di consumo (musica, cinema, design, architettura, moda) la “gente” (presa nella massa e generalizzando) al massimo ha il gusto che gli è stato imposto precedentemente da ciò che gli ha passato il convento/mercato (composto da “esperti”), nel bene e nel male.
    Mediamente e sempre generalizzando, tranne in qualche caso sporadico, se ci si dovesse veramente basare sui veri gusti della “gente” non influenzata dal gusto degli “esperti” le canzoni sarebbero tutte simili a “Il ballo del qua qua”, le opere d’arte sarebbero tutte simili a dei “Teomondo Scrofalo”, i film sarebbero tutti dei cinepanettoni, girerebbero tutti in tuta da ginnastica e il massimo della architettura sarebbero case fatte come quelle disegnate dai bambini e non ci si sposterebbe mai di lì.
    Questo è un dato di fatto.
    Bisogna solo decidere in via definitiva se San Remo debba premiare la qualità – e allora ci vuole solo una giuria di esperti, similmente a un qualsiasi festival del cinema – o se debba premiare la popolarità – e allora ci vuole solo una giuria popolare.
    In ogni caso proseguire con la via di mezzo come è stato fatto fino ad oggi, provoca facilmente risultati assurdi e grotteschi.

  • Mauro Collavini 13 febbraio 2019

    Io lascerei le cose come stanno ma togliendo la possibilità alla giuria di “esperti” di poter stravolgere il voto popolare, come è successo questa volta.Se la differenza dei voti della giuria popolare è cosi netta come nel caso di quest’anno la giuria di esperti non può travolgere il risultato ma lo può cambiare solo se la differenza dei voti è piccola, diciamo entrom il 20 % di differenza in percentuale, faccio un esempio: Se il primo ha 40% ed il secondo tra 40 e 32% la giuria può stravolgere il risultato mentre se il primo ha 40% ed il secondo meno di 32% la giuria di esperti non può travolgere il risultatao. Questa volta il primo aveva addirittura oltre il 45% ed il secondo cui è andata ingiustamewnte la vittoria aveva meno del 15%.

    • Francesco Storace 13 febbraio 2019

      complicato comunque

    In evidenza

    contatore di accessi