Salvini*: “Tatarella sapeva essere sempre avanti, resta un esempio per tutti”

venerdì 8 febbraio 6:00 - di Redazione

“Non sono un dietrologo, casomai un avantologo”, diceva Tatarella di sé. Questi vent’anni lo dimostrano. La sua grande intuizione è stata probabilmente quella di scorgere prima di chiunque altro le affinità di fondo, su valori precisi come il lavoro, la famiglia, l’attaccamento ai territori, alla religione, quale patrimonio comune a blocchi sociali molto diversi da Nord a Sud, ma che ogni volta hanno dimostrato di rappresentare la maggioranza del Paese.

“Essere di destra”, scriveva Montanelli “non è un’ideologia, ma un modello di comportamento. Si può essere di destra anche a sinistra, se si fa proprio un criterio rigoroso del servizio della vita pubblica”. Ecco, credo che senza questa presa di coscienza, anche la più famosa e felice autodefinizione di Pinuccio, quella di “ministro dell’Armonia”, perderebbe di significato(…)

Secondo Marcello Veneziani il mito fondativo della destra è il viaggio verso Itaca, dove prima di poter tornare a casa bisogna sfidare mostri, naufragi, tempeste e sirene “con il cuore costante” di Ulisse. Una bella immagine che ci mette in guardia verso le principali insidie lungo il nostro cammino.

Un’altra la troviamo nel Vangelo, forse il più forte simbolo della nostra identità di italiani ed europei, di cui per troppo tempo abbiamo avuto il torto di vergognarci. Anche per questo ho voluto mostrarlo dal palco, insieme alla Costituzione, a testimonianza di come nessuno potrà più farci rinunciare ad essere quello che siamo.

Peraltro è un testo che prima ancora di Dio, parla con semplicità della vita di ogni giorno, di come ogni cosa obbedisce a leggi che stanno al di sopra delle nostre singole esistenze. Come in Marco 4:26-29:

Quando un uomo ha buttato la semina nella terra, poi, che l’uomo dorma o vegli, di notte come di giorno, i semi germogliano e crescono, senza che lui sappia come. La terra dà il suo frutto di per sé, prima gli steli, poi la spiga e nella spiga il grano pieno. Solo quando il frutto è maturo l’uomo prende la falce, perché è giunto il tempo della mietitura.

Senza forzare, senza fuggire. Come fiumi che confluiscono naturalmente nella stessa direzione. Così sta avvenendo tra le culture politiche che hanno a cuore le radici profonde di questo Paese, impegnate in una trasformazione dove a nessuno è richiesto di rinnegare un atomo del proprio passato, ma che dovranno dimostrare il coraggio di contaminarsi, di guardare avanti, di mettere in relazione le istanze che ci vengono suggerite giorno dopo giorno dalle persone che incontriamo sulla strada.

Sovranismo, oggi, vuol dire esattamente questo. Una presa di coscienza collettiva, audace, concreta, a tratti forse ancora caotica, ma immancabilmente liberatoria delle catene del politicamente corretto imposte da una sinistra ormai fuori dalla realtà. Un nuovo rinascimento lungo tutto la penisola, capace di far ripartire i territori sulla base della loro peculiarità e della loro autonomia, permettendo a chiunque lo vorrà di dare il suo contributo.

Una grande sfida che più delle sigle partitiche dovrà saper aggregare persone di valore in carne e ossa, come lo erano Pinuccio Tatarella e suo fratello Salvatore che ho avuto modo di conoscere al Parlamento Europeo, come lo è Fabrizio che oggi con la Fondazione sta portando avanti un prezioso lavoro pre-politico e metapolitico nella formazione delle future classi dirigenti.

Non esiste modo migliore per onorare la memoria di chi ci ha permesso di arrivare fin qui e insieme per preparare il terreno a chi verrà dopo di noi, a raccogliere un giorno il testimone che ora stringiamo con forza nelle nostre mani.

* Vice Presidente del Consiglio, Ministro degli Interni, Segretario Federale Lega

Testo tratto dal libro “Pinuccio Tatarella – passione e intelligenza al servizio dell’Italia”, edito da “Giubilei Regnani”. Link per l’acquisto del libro: http://www.giubileiregnani.com/libri/pinuccio-tatarella/

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