Ruspe dell’esercito in azione nel ghetto dell’illegalità dei “richiedenti asilo” nel Foggiano

mercoledì 20 febbraio 18:58 - di Giovanni Trotta

Ruspe dell’esercito in azione in Puglia: è in corso lo sgombero della baraccopoli di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, il grosso insediamento abusivo noto come ”ex pista” e nato accanto al centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara). Le operazioni di demolizione, riferiscono fonti del Viminale, sono eseguite dall’11° Reggimento genio guastatori di Foggia e sono supportate da personale di Enel, Arpa Puglia e Regione Puglia. In tutto sono impegnate circa 200 persone. Le attività sono  coordinate da un’apposita cabina di regia insediata nel Cara. Per il momento sono stati abbattuti quattro immobili. Proprio a Borgo Mezzanone era stato rintracciato uno dei pusher di Desirée Mariottini e in un’altra occasione alcuni poliziotti erano stati circondati dagli immigrati. Impegnati  carabinieri, polizia e guardia di finanza a cui è stata delegata dalla Procura della Repubblica. Inoltre, secondo quanto si apprende, è previsto l’utilizzo di ruspe per l’abbattimento di alcuni manufatti, ma solo per alcuni obiettivi specifici. Il sequestro preventivo di alcuni immobili abusivi che venivano utilizzati per attività illecite è stato disposto dal gip del tribunale di Foggia, su richiesta della Procura. I reati per cui si procede vanno dall’occupazione abusiva di terreni pubblici al furto di energia elettrica fino a violazioni in materia ambientale con pregiudizio per la salute pubblica. Dalle indagini sono emerse altre e più gravi ipotesi di reato.  L’operazione viene denominata Law and Humanity.

Al blitz, deciso per ripristinare la legalità “nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone”, come scrive la Procura in una nota, sta dando il suo apporto appunto anche l’Esercito. Il coordinamento dei servizi di ordine pubblico è svolto dalla Questura di Foggia. Il procedimento penale è partito dopo due incendi verificatisi nel ghetto di Borgo Mezzanone il 30 ottobre e l’1 novembre scorso che hanno causato la morte di un cittadino extracomunitario e il ferimento con ustioni di altri migranti. L’area in cui si sono sviluppati gli incendi è di proprietà dell’Aeronautica militare in fase di passaggio all’Agenzia del Demanio, si estende per ben 165 ettari ed è collocata tra i territori di Foggia e Manfredonia vicino al Cara. La baraccopoli è priva di qualsiasi presidio di sicurezza. Anche ricostruire la causa degli incendi è difficile perché la zona è popolata abusivamente da circa 2000 persone che vivono in condizioni di assoluta precarietà e al di sotto degli standard minimi di dignità. In particolare le baracche sono realizzate con materiale facilmente infiammabile e sono rifornite di energia elettrica con cavi volanti e male isolati che sfiorano il terreno, spesso in prossimità di pozze d’acqua. I manufatti sono riscaldati con bombole di gas acquistate illegalmente e prive di ogni manutenzione e sono costellati da cumuli di rifiuti, tutte situazioni che creano un concreto pericolo di ulteriori incendi.

”Il sequestro odierno non riguarda immobili o baracche adibiti ad abitazione”. E’ quanto precisa la Procura della repubblica di Foggia, in relazione allo sgombero in corso da stamane nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel territorio tra Manfredonia e Foggia. Nella baraccopoli si trovano migranti appartenenti a diverse etnie stabilitisi da tempo anche per la vicinanza con il Cara, il centro di accoglienza richiedenti asilo. Secondo quanto accertato dalla Procura e dalle forze dell’ordine nella baraccopoli si svolgono svariate attività illecite. L’insediamento abusivo costituisce terreno fertile per il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro, specie in agricoltura, oltre che per lo spaccio di sostanze stupefacenti, la prostituzione gestita da organizzazioni criminali, la ricettazione e la rivendita di beni rubati e per altre attività illecite, solo in apparenza meno gravi, come l’esercizio abusivo di ristoranti, bar e rivendite di generi alimentari. Il fatto che l’area, anche se a condizioni pericolose e inumane di vita, soddisfi l’esigenza abitativa di migliaia di persone ha indotto la Procura della Repubblica ad adottare una strategia graduale di intervento e capace di contemperare i diversi interessi in gioco. Il sequestro in corso, infatti, riguarda alcuni edifici ed ambienti in cui si svolgono le attività illecite con la finalità di spezzare il circuito tra criminalità, sfruttamento delle persone e mancato riconoscimento dei diritti umani. Il nome dell’operazione, ‘Law and Humanity’, spiega la Procura ”vuole esprimere il convincimento sulla possibilità e doverosità di coniugare l’accoglienza dei migranti con il rispetto della legalità e della dignità umana”.

 

 

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