Renzi va al Lingotto e fa un comizio: io orgoglioso dei miei genitori. E su Salvini: tirava le uova ai poliziotti…

venerdì 22 febbraio 19:06 - di Redazione

Prima uscita di Matteo Renzi dopo l’arresto dei genitori Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Doveva recarsi al Lingotto di Torino per presentare il suo libro “Un’altra strada” ma ha trasformato l’occasione in un comizio e con i consueti toni arroganti ha attaccato i nemici politici. Ha accusato il governo di avere fatto precipitare l’economia italiana. Ha preso in giro uno per uno i ministri pentastellati e la loro inefficienza. Ha puntato l’indice contro Matteo Salvini: “Parla di zecche rosse e viene dal Leoncavallo, lanciava uova ai poliziotti e ora si mette in divisa…”. È stato, anche, un comizio venato di vittimismo: Renzi ha detto di avere ricevuto tanta solidarietà ma anche di aspettarsi dalla presidente del Senato Casellati una parola contro il senatore M5S Giarrusso che ha detto “Renzi andrebbe impiccato”.

“Abbiamo scoperto che un senatore grillino ‘vorrebbe impiccare Renzi’. Pazzesco. Tutti zitti naturalmente, nessuna reazione nemmeno delle cariche istituzionali che dovrebbero stigmatizzare certe espressioni -prosegue il senatore del Pd-. Se qualcuno pensa di minacciarmi sappia che non soltanto io ci sono, ma soprattutto che io rilancio. Vogliono impiccarmi? Saranno costretti ad ascoltarmi ancora in Aula contro le loro misure che stanno distruggendo l’economia italiana. Non mi fanno paura, non ci fanno paura”. Renzi, parlando della vicenda giudiziaria che ha coinvolto i genitori, ha detto di essere fiero di loro come figlio e di non avere mai parlato di giustizia a orologeria. Quindi ha replicato a quanti gli chiedono di fare autocritica: “Certo che ho fatto degli errori, è normale in politica fare degli errori , come i bambini disobbedienti che vivono la libertà del loro impegno…”.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 23 febbraio 2019

    Hai fatto degli errori come i bambini? Bravo! Hai anche detto bugie come Pinocchio! Bugiardo! Hai detto che non facevi più politica. Bugiardo! Ah, dimenticavo, hai la casa da pagare, ricorda però che quei soldi sono dei contribuenti italiani, e qui mi fermo và.