Pesticidi, solo l’1,3% sono pericolosi. La soddisfazione di De Carlo (FdI): «In Italia massima sicurezza»

lunedì 18 febbraio 19:02 - di redazione

I campioni fuorilegge non superano l’1,3% del totale ma c’è un 34% di campioni regolari che presenta uno o più residui di pesticidi. È quanto emerge dal dossier Stop Pesticidi di Legambiente che restituisce il quadro della presenza in Italia di residui di pesticidi negli alimenti e nell’ambiente, in occasione del convegno Agricoltura libera da pesticidi organizzato dall’associazione in collaborazione con Alce Nero. «Il 61% dei campioni analizzati risulta regolare e privo di residui di pesticidi: un risultato positivo che da solo, però, non basta a far abbassare l’attenzione su quanti e quali residui di prodotti fitosanitari si possono rintracciare negli alimenti e permanere nell’ambiente», sottolinea l’associazione. «Il problema vero è il multiresiduo, che la legislazione europea non considera come non conforme se ogni singolo livello di residuo non supera il limite massimo consentito, benché sia noto da anni che le interazioni di più e diversi principi attivi tra loro possano provocare effetti additivi o addirittura sinergici a scapito dell’organismo umano», avverte Legambiente.

Soddisfatto il commento del deputato di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, Segretario della commissione Agricoltura della Camera. «Il “dossier Stop Pesticidi di Legambiente” conferma il primato italiano, a livello non solo europeo ma internazionale, in materia di sicurezza alimentare. Dai controlli effettuati dagli organi di vigilanza si deduce l’assoluta sicurezza sanitaria dei prodotti italiani in commercio. L’obiettivo deve essere l’aumento  dei campionamenti effettuati dal Ministero della salute e dai laboratori accreditati,  estendendo e rafforzando ulteriormente la rete di monitoraggio soprattutto sull’importazione, supportandola con adeguate risorse umane e finanziarie,  mantenendo alta l’attenzione sul problema dei residui, ma anche evitare inutili allarmismi che non siano fondati su evidenze scientificamente dimostrate come nel caso del “multi residuo”, sul quale l’EFSA non si è ancora pronunciata. È  importante, inoltre, continuare a sostenere la ricerca e la sperimentazione finalizzate alla produzione di pesticidi naturali per archiviare progressivamente quelli di origine chimica e, al contempo, è decisamente preferibile acquistare prodotti agricoli italiani rispetto a quelli esteri, sicuri di avere un alimento ultra controllato e di qualità, considerato oltretutto che molti prodotti fitosanitari, altamente tossici, sono vietati in Italia da anni mentre continuano ad essere  consentiti nei Paesi extra UE».

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