Nemici per la “paranza”. Ora De Magistris scopre che Saviano «infanga Napoli»

martedì 19 febbraio 17:24 - di Valerio Falerni

Solito Saviano, solito De Magistris, solita sceneggiata. Nessuno dei due meriterebbe l’onore di un titolo, tanto sono stantie le loro polemiche su quale sia il vero volto di Napoli, se quello del “nuovo rinascimento culturale”, che esiste solo nella fantasia del sindaco, o quello dei vari Genny Savastano, Ciro l’Immortale e boss in quota rosa alla Scianèl, che hanno fatto la fortuna dell’autore di Gomorra. Ma è dovere del cronista raccontare i fatti, e sicuramente è un fatto che La paranza dei bambini, il nuovo film di Saviano, abbia vinto l’Orso d’argento alla rassegna di Berlino.

Commento acido del sindaco sul nuovo film di Saviano

Così come è un fatto che il sindaco abbia accolto la notizia dell’ambìto riconoscimento intingendo nell’acido il suo commento: «Sono molto contento del trionfo del suo film, ma sono molto meno entusiasta dell’incapacità di Saviano di raccontare la città di Napoli nel suo corpo, nella sua anima, nel suo cuore e nel suo pensiero». Tante parole, ma sempre troppo poche per nascondere la paura che il racconto a una sola tinta della città gli rimbalzi addosso. Paura fondata, visto che è al secondo (e ultimo) mandato da sindaco, non ha un partito né alleati e persino la tresca immaginata con i grillini di Fico è morta prima di nascere. Isolato ma non domo, si era lanciato nel mucchio selvaggio degli improvvisati nemici dell’autonomia rafforzata del Nord con lo slancio dell’arrevotapopolo che gli è congeniale. È finita che ha sbagliato spartito e si è messo a fare l’autonomista, esattamente come ai tempi di Renato Carosone i guaglioni di Via Toledo “facevano” gli americani.

De Magistris “patriota” per convenienza

Persino uno come Vicienzo O’ Sceriffo, alias De Luca, che con l’autonomia ci andrebbe politicamente a guadagnare, c’è rimasto di sasso: «Stiamo freschi – ha sentenziato -: se la faccia del Sud  è quella di un sindaco di un città con un miliardo di debiti, non cominciamo neppure». Mettendo in scena le res gestae dei baby-camorristi, Saviano ha solo completato l’opera di demolizione del “nuovo rinascimento”. E a De Magistris non è restato che accusare l’antico sodale di «infangare la città». A conferma che, come diceva qualcuno, «a volte il patriottismo è solo l’ultimo rifugio dei furfanti».

 

Commenti

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  • amerigo 20 febbraio 2019

    Saviano non è la persona che sprizza simpatia, ma al confronto di Giggin’o’sindaco è un semidio…

  • Ben Frank 20 febbraio 2019

    In Germania il film(etto) di Savianio ha suscitato entisiaiasmi di puibblico e critica: finalmente il film(etto) di un italiano(?), che conferma tutti i clichè e i pregiudizi contro l<<#<italia, paese di "italiani tuti mafioze"! Sputando sulla sua ex-città, ora è newyorkese, il cantore della camorra fa milioni a palate. Lui ci mette si la faccia, solo che assomiglia tanto al suo c**o!

  • bruno buono 20 febbraio 2019

    C’E’ da esclamare!!!! povera NAPOLI” poveri in senso buono” i Napoletani, con questi due al comando della citta’ : uno x fare soldi grazie alla camorra, l’altro grazie alla sua verace icapacita’

  • Giuseppe Forconi 20 febbraio 2019

    Cera bisogno di aspettare fino ad oggi per capire che saviano e’ un flop ?

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