Marocchina si opera per tornare vergine e sposare un islamico imposto dalla famiglia

mercoledì 27 febbraio 14:20 - di Alberto Consoli

Operarsi per tornare vergine. L’ultima follia è racchiusa nella vicenda familiare di una  34enne marocchina, che era arrivata in Italia per aiutare la sua famiglia. Si era innamorata di un italiano, ma la famiglia l’ha costretta a sposare un suo connazionale in Marocco. Dunque, l’unica cosa da fare per lei, secondo i dettami del costume islamico per evitare il ripudio della famiglia è stata operarsi per tornare vergine.

Una storia vissuta nella paura

Una vicenda raccontata dal Giornale. La donna marocchina aveva conosciuto un italiano brianzolo di  42 anni. Avevano  iniziato a frequentarsi, quando lei  aveva 28 anni. Una relazione vissuta nella paura, racconta la donna andata avanti  «con la morte nel cuore, per paura che qualcuno ci vedesse». Inutile aggiungere che la sua famiglia avrebbe di certo osteggiato questo amore. Tanto che la donna racconta che «se lo avessero saputo, avrei fatto prima a suicidarmi».

La trappola della famiglia e il ricatto

Dopo qualche tempo di frequentazione e dopo i primi rapporti intimi è iniziato l’inganno, la trappola ordita dalla sua famiglia per farla tornare in Marocco e stroncare il rapporto con il ragazzo italiano. La madre la voleva vedere – è il racconto che leggiamo sul Giornale- e diceva di non sentirsi bene. Così, la ragazza è tornata a casa, ignara della trappola. Appena tornata a casa, il fratello maggiore le ha sequestrato i documenti per poi ricattarla: «O sposi Ahmed o non potrai più tornare in Italia». Ahmed è l’uomo marocchino aveva chiesto la mano della ragazza. Che daquel momento ha vissuto un calvario. «Per la mia famiglia ero ancora vergine. Ho finto di essere felice e poi sono corsa a telefonare a Fatiha. Mi consigliò che dovevo andare subito da un medico a Rabat, uno specializzato a riparare quel tipo di danno, altrimenti rischiavo grosso». L’operazione, costata 200 euro è riuscita e la ragazza è “tornata” di nuovo illibata.

​Un racconto angosciante che solo a distanza di tempo la giovane donna ha deciso di raccontare. Un calvario allevato in parte dalla nascita della sua figlioletta, avuta con Ahmed che aveva dovuto sposare. «A Luciano spiegai il mio dramma per telefono e lui si mise a piangere a dirotto, come un bambino, ma non mi cercò più. E io non mi sono sentita più addosso l’ anima e da allora prego sempre Allah di perdonarmi».

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