Madonna col cappotto di pelliccia, la storia d’amore che ha conquistato i giovani anti-Erdogan

venerdì 22 febbraio 16:58 - di Adele Sirocchi

Sono stati i lettori giovani a sollevare il velo del silenzio sul romanzo di Sabhattin Ali, Madonna col cappotto di pelliccia, in particolare i giovani che ne hanno fatto a Gezi Park una bandiera contro il regime autoritario di Erdogan. Ora una nuova edizione di Fazi (pp. 210, euro 16) del romanzo ripropone la simbolica storia d’amore tra il turco Raif Effendi e l’ebrea tedesca Maria Puder, una relazione che si consuma nella Berlino degli anni Trenta. Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1942, non ebbe molto successo: troppo spregiudicata Maria, troppo passivo e inerte Raif. Una storia d’amore controcorrente, come del resto il suo autore: Sabhattin Ali fu infatti perseguitato per avere scritto una poesia ritenuta critica nei confronti di Ataturk. Venne ucciso all’età di 41 anni dalla polizia politica mentre attraversava in segreto il confine con la Bulgaria.

Ma se è stato forse il destino di dissidente del suo autore ad accendere la fantasia dei giovani turchi che hanno riscoperto il suo romanzo, va sottolineato che in Madonna col cappotto di pelliccia non vi è nulla di ideologico. L’amore,  coi suoi risvolti inquieti e tormentati al pari dell’amore vagheggiato dagli autori romantici, è il solo e unico protagonista della storia, che prende il via quando Raif resta affascinato dal ritratto di un donna col cappotto di pelliccia ammirato in una mostra d’arte a Berlino. Quel quadro diviene la sua ossessione e il suo rifugio finché il destino non gli consente, in modo del tutto inaspettato, di conoscere la protagonista del dipinto, cioè la stessa pittrice che ha in realtà eseguito un autoritratto. Una donna disinvolta e angosciata, disillusa sugli uomini, infelice e capricciosa che fa di Raif il suo amico fedele completamente soggetto alla sua volontà, finché i ruoli non si invertono inaspettatamente, e la storia prende una piega completamente diversa. E’ Maria, mentre passeggiano nel giardino botanico di Berlino, a dare a Raif lezioni sull’amore e l’amicizia, ma è lui a fornire sull’argomento le sentenze più vere: “Quando l’amore si propaga, non si esaurisce”.  L’amore è una luce che riscalda e fa sì che tutto il mondo ci appaia con colori e sfumature diversi: la città, quando Maria non c’è, è fredda e gelida, si trasforma in paesaggio fantastico quando Raif può camminare al suo fianco. Il protagonista resta, fino alla fine, un sognatore che subisce l’enorme divario tra realtà e speranza, tra arte e vita. La donna amata, idolatrata nella sua forma artistica, come dipinto, resta l’intatta depositaria di un sentimento duraturo e costante. La donna vera è soggetta, come tutti, ai capricci del tempo e del caso. E il suo amante, colpevole di non aver saputo fare della loro storia d’amore un’opera d’arte, si spegnerà poco a poco in una vita mediocre e appannata.

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