«Di Maio devi andare via», la resa dei conti è vicina per il M5S. E lunedì verrà Grillo a Roma

sabato 16 febbraio 11:34 - di Guglielmo Federici

Il M5S è allo sbando, la leadership di Di Maio è messa sotto accusa, il voto in Abruzzo è stata una mazzata  e i sondaggi continuano implacabili nel fotografare un’emorragia di voti, rilevazione dopo rilevazione. Un fermo-immagine dello stato di salute del M5S e di Di Maio assumerebbe i contorni di un mare in tempesta con un Di Maio-nocchiero impallinato dai suoi stessi seguaci sia tra i vertici che tra la base. La resa dei conti è vicina. Il web infuria: troppe decisioni contraddittorie, troppe divisioni, dal caso Diciotti alla Tav e soprattutto i più sono scontenti e delusi dalle modalità di un reddito di cittadinanza pasticciato.

«Di Maio fai un passo indietro»

Il M5S è una polveriera. Emblema dello stato di isteria nel M5S è la “ribelle” grillina Elena Fattori che addirittura chiede a Di Maio di andarsene: «Sarebbe opportuno un passo indietro. Siamo nati come movimento ‘uno vale uno’ e siamo diventati ‘uno vale tutti”, ha affermato la Fattori in un’intervista al Corriere. «Non è una questione di fare più cose, ma di pluralità – aggiunge – Non mi piace l’idea di trasformare il Movimento in partito». E invece il M5S sta somigliando al peggio di un partito, tra guerre intestine, faide e correnti che sono diventate la norma.

La “stilettata” della Lombardi

Arrivano poi come un macigno su Di Maio le parole di Roberta Lombardi. «Di Maio? Per quanto uno sia bravo non è Mandrake. Essere ministro del Lavoro e delle Attività Produttive, vicepremier e capo politico della prima forza politica italiana»,  sibila senza pietà la capogruppo  5 Stelle alla Regione Lazio, ospite del programma radiofonico «Un Giorno da Pecora», su Rai Radio1.

Beppe Grillo atteso a Roma

E lunedì prossimo Beppe Grillo arriverà a Roma, per tornare a calcare il palco del Teatro Brancaccio ma i più sostengono che si materializzerà lunedì proprio alla riunione dei parlamentari grillini e per un faccia a faccia con Di Maio ormai non più revocabile. E non è escluso, a quanto apprende l’Adnkronos, che la settimana prossima possa arrivare a Roma anche Davide Casaleggio, con cui nei giorni scorsi non sono mancate frizioni proprio per i cambiamenti che investiranno il Movimento nei mesi a venire.

Grillo e Di Maio non si incrociano da parecchio tempo ormai: al brindisi di Natale all’hotel Forum Di Maio on venne per un vertice a Palazzo Chigi che andò avanti fino a tarda notte. Alla presentazione del reddito di cittadinanza è stato Grillo a non venire. Ma stavolta un faccia a faccia sembra non rinviabile, visto che è nell’aria un passaggio alla fase B del Movimento: l’apertura alle liste civiche sul territorio e  una nuova struttura che qualcuno azzarda a definire “segreteria politica”. Il che significherebbe, probabilmente, la fine della leaderschip di Di Maio.

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