Legittima difesa, le toghe rosse pronte alla guerra: «Fermi tutti, decidiamo noi»

mercoledì 27 febbraio 11:34 - di Adriana De Conto

Il rinvio dell’approdo alla Camera della “legittima difesa”  diventa un motivo per il sindacato delle toghe di fare baldoria, l’assist per scatenare la guerra totale al provvedimento fiore all’occhiello del ministro dell’Interno Salvini, misura molto attesa dalla maggior parte degli italiani e che ora rischia grosso di rimanere nel congelatore per chissà quanto.Le dichiarazioni del presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Francesco Minisci a Radio anch’io su Radio uno sono molto pesanti:

Menisci: «Da Salvini invasione di campo»

«Abbiamo molto chiari i nostri paletti e il perimetro della nostra azione: quel perimetro non lo vogliamo superare. Però è chiaro che reagiamo se altri invadono questo perimetro». Il presidente dell’Anm dà una sorta di altolà al ministro dell’Interno, dopo che l’altro giorno è andato nel carcere di Piacenza per portare solidarietà ad Angelo Peveri finito in carcere dopo avere sparato contro un ladro. «Le decisioni sulle modalità e sulla durata della pena detentiva – mette in chiaro il presidente del sindacato delle toghe  – spettano solo ai magistrati che emettono sentenze in modo rigoroso, non al ministro dell’Interno. «Le modalità della pene le decide la magistratura».

Le parole di Francesco Minisci esprimono poi tutta la sua “felicità” per il rinvio della discussione in Parlamento della riforma della legittima difesa. «È una buona notizia, è una riforma di cui non abbiamo bisogno. È un istituto questo sufficientemente regolamentato nel nostro sistema. Quello schema alla francese, quella tutela rafforzata che si cerca di raggiungere attraverso questa riforma, in Italia già l’abbiamo, è stata introdotta nel 2006. Quindi questa è una riforma di cui non ne abbiamo bisogno e che presenta grossi profili di incostituzionalità». Dal tecnicismo al pregiudizio il passo è breve: «Si sta cercando di lanciare messaggi sbagliati ai cittadini, che, se succede un fatto astrattamente rientrante nella legittima difesa, non si deve fare nessun accertamento. Questo non è possibile. Gli automatismi non sono possibili. Se un soggetto muore in un determinato contesto, il pubblico ministero, le forze dell’ordine devono fare le indagini. Se diciamo il contrario, diciamo una cosa sbagliata ai cittadini».

La Bongiorno smentisce il presidente dell’Ann

Una ricostruzione sbagliata. A contraddire le  affermazioni del presidente dell’Anm è intervenuta in radio  il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. Che ha specificato: «Smentisco in modo categorico che si impedirebbe ai magistrati di fare le indagini, auspico che le critiche siano fatte leggendo la norma. Temo che il presidente dell’Anm non abbia avuto modo di approfondire il testo: smentisco che si impedirebbe di fare le indagini, il testo non lo prevede. È ovvio che quando ci sono dei casi in cui c’è un morto la magistratura deve intervenire e indagare. Voglio tranquillizzare quelli che credono che abbiamo messo i magistrati fuori dalla possibilità di indagare».

Salvini: «Menisci, candidati con la sinistra»

«Sentire il presidente dell’Anm che dice “non vogliamo che legge sulla legittima difesa si faccia” è di una gravità assoluta. Candidati alle elezioni e fatti eleggere dalla sinistra. Non penso spetti a un magistrato decidere quali leggi bisogna fare… E poi saremmo noi quelli che mettono a rischio la democrazia», replica il ministro dell’Interno e leader della Lega in conferenza stampa a Cagliari, commentando le parole del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci. E promette: «Il diritto alla legittima difesa sarà legge entro marzo», rimarca il vicepremier.

Commenti

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  • florio 28 febbraio 2019

    Scendere in piazza a milioni e chiedere la rimozione immediata delle toghe sporche parassite che ostacolano la volontà espressa dal popolo.-Se ciò non avviene saranno hazzi loro!!

    • Francesco Storace 28 febbraio 2019

      Davvero grave

  • Massimilianodi SaintJust 27 febbraio 2019

    Prego leggere cap. XL del libretto di C: Beccaria, e si era nella Milano Asburgica, e 2° emendamento Costituzione USA. Libere armi in libero stato, anche contro la tirannia.

    • Francesco Storace 28 febbraio 2019

      Contro i delinquenti

  • toto 27 febbraio 2019

    adesso sappiamo chji comanda in Italia. Addio Salvini

    • Francesco Storace 28 febbraio 2019

      Non gliela daremo vinta a costoro

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