L’attore Jussie James è in carcere per essersi inventato gli insulti razzisti. Se fosse stato in Italia…

sabato 23 febbraio 14:23 - di Ignazio La Russa
Proprio mentre due film contro il razzismo sono in predicato di vincere l’Oscar, Jussie Smollett noto attore americano, si è costituito al carcere di Chicago. È in galera perché si è inventato di sana pianta di essere stato aggredito e insultato con frasi razziste ed omofobe (è afroamericano e ritenuto gay) da quattro persone innocenti. Si difenderà ma in America dove giustamente c’è tolleranza zero per gli insulti di quel tipo, si finisce però in carcere se, in casi simili «ci marci» e cerchi di averne indebito vantaggio. Non risulta che a Chicago si siano costituiti comitati in sua difesa e nemmeno che immancabili politici di sinistra o intellettuali del politically correct siano corsi a giustificarlo o, peggio, a costruire false verità.
Morale… Jussie Smollett ha sbagliato tutto. Prima a mentire  poi, soprattutto, a raccontare la sua storia inventata in America. Bastava che si rivolgesse a qualche ben noto ambiente italiano e invece del carcere americano avrebbe avuto onori a casa nostra.
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