«La vecchia deve morire»: il team di Macron odia Brigitte… e non lo nasconde. Ecco perché

venerdì 1 febbraio 14:45 - di Chiara Volpi

Quello che stanno vivendo i coniugi Macron non è proprio un buon momento: lui nelle peste per il caso Benalla, lei osteggiata dai fedelissimi del marito che addirittura si augurano (e lo dichiarano) che «la vecchia muoia». Una sorta di fronda interna, quella scatenata dai più stretti collaboratori dell’inquilino dell’Eliseo a danno della premiere dame, formalizzata nella confessione choc resa da un amico intimo della coppia presidenziale d’oltralpe a due giornalisti del Parisien, e puntualmente riportata nel libro Madame la Présidente tra le cui righe, come riferisce il quotidiano Libero in queste ore, viene squarciato il «velo sul vero ruolo della première dame di Francia, Brigitte Macron, nell’organigramma della République, e sull’odio smisurato che il suo potere di influenza suscita nei giovani tecnocrati che consigliano suo marito».

Il Giglio magico di Macron contro Brigitte: «La vecchia deve morire»

E lo scoop è servito: con tanto di dettagli piccanti e retroscena inquietanti che, tra insulti espliciti e larvate minacce, riporta Libero, «“di notte sognano di vederla sparire”, ha sussurrato l’amico di Brigitte e Emmanuel agli autori di questa inchiesta scabrosa, Ava Djamshidi e Nathalie Shuck, prima di aggiungere: “Per loro sarebbe formidabile avere a che fare con un vedovo addolorato. Sono innamorati di lui”». Laddove per “loro” si intendono i «Mormons», dal soprannome con cui si sono auto-battezzati che poi, a seconda degli umori e delle circostanze, può variare in «monaci-soldati» o «eletti di Dio», laddove invece, per Dio s’intende Emmanuel Macron. Dunque, da Ismaël Emelien, consigliere speciale di Macron, ad Alexis Kohler, segretario generale dell’Eliseo, passando per Sylvain Fort, speech writer del presidente e capo della comunicazione, e fino a Stéphane Séjourné, consigliere politico del capo dello Stato francese: la congiura è servita, e l’odio verbalizzato a dovere.

Ecco perché i collaboratori di Macron considerano la première dame una nemica

Dunque, il Giglio Magico di Macron serra i ranghi e sputa sentenze al vetriolo: la ristrettissima cerchia di collaboratori del presidente, tutti rigorosamente sotto i 40 o poco più che 30enni, rampanti e cresciuti a pane, veleno e finanza, accomunati dall’amore per Macron e dall’odio per la di lui attempata consorte, Brigitte, accusata di essere troppo impicciona, troppo presenzialista, più interessata al glamour (che ossequia partecipando a importanti eventi dello show biz e forte di una carnet zeppo di vip) che a sedare malumori e malelingue. E se, come riporta Libero, già «nel 2017, il settimanale Marianne aveva riportato i malumori di Emelien nel vedere Brigitte interessarsi da vicino a questioni tecniche e politiche che non erano certo nelle sue corde» o se, addirittura un anno prima, con il marito ancora candidato di En Marche!, già si vociferava di una imminente defenestrazione di Emelien, ai tempi spin doctor e team leader della campagna presidenziale: cacciata che, a quanto si vocifera nei corridoi dell’Eliseo, sarebbe stata progettata – guarda caso – proprio da Brigitte…Un progresso incandescente se vogliamo oggi ancora più rovente per cui molti in Francia cominciano a pensare che le sorti e la sforutna di Macron, ormai fuori controllo, potrebbero essere frutto della ingombrante presenza della première dame. «La considerano una nemica», scrivono i due giornalisti e registra Libero, che – come se tutto quanto appena elencato ancora non bastasse – aggiunge: «Nelle cene mondane la chiamano “la vecchia”, raccontano gli autori del libro», un nomignolo cattivello assasi la cui primogenitura sembra si debba addirittura a François Hollande, che l’avrebbe coniato insieme allasua giovane compagna Julie Gayet.

 

 

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