La Tav si farà, Toninelli sta per fare un’altra figuraccia: ecco perché

venerdì 8 febbraio 9:21 - di Giuseppe Menardi

Riceviamo dall’ing. Giuseppe Menardi, ex senatore e sindaco di Cuneo 

Sostiene Rete Ferroviaria Italiana: «Il Terzo-Valico dei Giovi, di collegamento tra il porto di Genova e la rete padana, costituisce lo sbocco sul Mediterraneo del Rhine-Alpine Corridor, uno dei corridoi principali della rete strategica transeuropea, che mette in collegamento tra loro regioni europee tra le più popolate e a maggior vocazione industriale. Tra i principali obiettivi della nuova infrastruttura: il trasferimento di quote consistenti del traffico merci dalla strada alla rotaia, con vantaggi per l’ambiente, la sicurezza e il sociale». Con questa premessa avremmo già risposto a tutti coloro che protestano perché il Governo dopo avere detto che non si sarebbero proseguiti i lavori per il terzo valico, ha impiegato sei mesi per decidere, viceversa, che è un’opera che non può essere fermata, essa deve essere ultimata. Naturalmente in un mondo normale quando un comico disquisisce di questioni tecniche normalmente significa che vuole fare ridere chi lo ascolta e perciò nessuno prende sul serio le sparate farlocche che egli racconta. Come quando, per sostenere le sue convinzioni contro la realizzazione dei collegamenti autostradali attorno alla sua città, raccontò che il ponte sul Polcevera avrebbe resistito per decenni e chi non lo credeva era semplicemente schierato dalla parte delle autostrade che vogliono opere non necessarie a danno dei cittadini.

Il sì al Terzo Valico rende necessaria la Tav

Purtroppo gli italiani hanno potuto constatare, con un tributo di vittime enorme, quanto l’opinione di un comico sia inattendibile. Ma allora perché i cittadini devono essere sottomessi ad un gruppo di incompetenti governanti che sceglie in modo partigiano i propri consulenti per trovare una risposta che è già realtà. Il Ministro Toninelli, dopo aver pervicacemente sostenuto di affidare la decisione circa la realizzazione o meno le grandi opere ad una commissione tecnica di sua fiducia che ci avrebbe spiegato i costi ed i benefici di ciascuna di esse, ha dato il via appunto al terzo valico, facendo imbufalire il suo elettorato. Già, perché l’unica bussola del ministro sembra essere quella di assecondare chi l’ha votato. E questi italiani rimarranno ancora più delusi nel constatare che le loro convinzioni ideologiche, anacronistiche, sovente contrarie al buon senso ed agli interessi del popolo, saranno disattese. Dopo il si al Terzo valico, qualsiasi ragione per non realizzare la TAV, ovvero la Torino – Lione, è così minimale e residua, di fronte ai benefici di collegare l’alta velocità-alta capacità al sistema europeo che, chiunque volesse ancora opporsi a questo essenziale e moderno collegamento, non avrebbe nessuna ragione significativa a cui aggrapparsi. Infatti l’unica vera motivazione per realizzare il Terzo Valico è collegare il sistema portuale ligure alla rete ferroviaria europea attraverso la TAV.

Senza la Tav il Terzo Valico non avrebbe senso

Il porto di Genova avrà finalmente il ruolo a cui ambisce, di diventare di primo hub europeo sul mediterraneo, se le merci che arrivano potranno proseguire rapidamente per il Nord Europa. Ciò è possibile solo attraverso una moderna e capace ferrovia che passa sotto le Alpi. Se si dovesse rinunciare alla Torino Lione, il Terzo valico non avrebbe perciò senso. Ma poichè il dado è tratto, ovvero il Terzo Valico si fa, a maggiore ragione i costi della rinuncia alla TAV sarebbero enormi e devastanti e pertanto la realizzazione del collegamento transalpino ormai mi pare irreversibile. La propaganda del ministro però non si ferma e probabilmente ignorando le procedure ed il galateo, perchè questa è la cifra che distingue il nostro, il 6 febbraio scorso ha inviato la perizia di parte, cioè la sua, che è contraria alla TAV, alla Francia ed all’Europa. Informo il Ministro che l’unico organo che ha la parola definitiva in merito è il Parlamento italiano. Tuttavia senza un accordo con i francesi nemmeno il Parlamento può modificare un accordo internazionale. Infine anche l’obiettivo di accontentare la volontà del “popolo” degli elettori con il passare dei giorni diventa sempre meno significativo perchè la maggioranza degli italiani secondo i sondaggi è favorevole alla TAV.

Commenti

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  • Michele Tampier 9 febbraio 2019

    i 5 STELLE si sono arenati all’ultimo miglio del mitico trenino di Casella: questo è il massimo che il genio ferroviario Pentastellato riesce a concepire, più in là ci sono le Colonne d’Ercole……neo-borboniche…iamme iamme iame iamme ia, in goppa iamme …..funicolì funicolà.

  • FAUSTO 9 febbraio 2019

    Toninelli è un bravo ragazzo un po’ svampito che sta giocando con i trenini. purtroppo non è l’unico