La Meloni lancia la sfida presidenzialista: «È la vera garanzia dell’unità nazionale»

sabato 16 febbraio 16:14 - di Redazione

È una Giorgia Meloni a tutto campo quella che arringa i partecipanti al convegno “Più Sud più Italia“, in corso al Lloyd’s Baia hotel di  Vietri sul Mare, nel Salernitano. Un tema estremamente attuale e particolarmente spinoso alla luce delle polemiche politiche innescata dalla controversa intesa sulla cosiddetta autonomia rafforzata, fortemente voluta dai governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma avversata dagli amministratori del Sud che in quel testo intravedono i rischi di quella che è già stata bollata come la «secessione dei ricchi».

Convegno con la Meloni in provincia di Salerno

La Meloni non solo non si è sottratta al tema, ma ha lo ributtato nella metà campo della maggioranza giallo-verde lanciando quella che la stessa leader dei Fratelli d’Italia ha definito una «sfida al governo», cioè «una riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta del Capo dello Stato, un governo più forte e una vera autonomia per tutti, senza distinzioni». Insomma, la soluzione presidenzialista come contrappeso alla spinta federalista per la blindatura dell’unità nazionale.

«Il centrodestra? Vince se rinnovato, come in Abruzzo»

Ma l’appuntamento di Vietri è stata l’occasione per Giorgia Meloni di ribadire la posizione di FdI in merito alla richiesta di autorizzazione da parte del Tribunale dei ministri di Catania nei confronti di Matteo Salvini: «Diremo no – annuncia l’ex-ministro della Gioventù -. Salvini ha fatto il suo lavoro e non vedo perché si debba indagare qualcuno che ha impedito l’immigrazione clandestina sul nostro territorio». Un ultima riflessione, la leader di FdI la dedica al centrodestra fresco di vittoria in Abruzzo, dove è stato eletto Marco Marsilio, anche lui di Fratelli d’Italia: «Vince se è rinnovato», ha spiegato: «C’è un sentimento maggioritario che guarda a questo mondo. I recenti risultati ne sono la dimostrazione».

Commenti

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  • vincenzo aiello 18 febbraio 2019

    Sono d’accordo per la soluzione presenzialista, ma adesso dovremmo darci una forte smossa alle europee al Sud, dove potremmo recuperare voti grillini!

  • Luciano Vignati 17 febbraio 2019

    Il capo dello stato, con più o meno prerogative eletto con il voto diretto dei cittadini è una priorità e garanzia di democrazia. Democrazia che con gli ultimi due presidenti della repubblica il comunista-stalinista Napolitano e il cattocomunista Mattarella non viene garantita. Il golpe di Napolitano ai danni di Berlusconi è oramai acqua passata, ma il silenzio attuale di Mattarella presidente del CSM contro l’abuso di potere del tribunale dei ministri di Catania contro il ministro Salvini è un reato gravissimo che dimostra che Mattarella è un complice dei golpisti comunistri. Spero che ci sia qualche magistrato imparziale che metta sotto accusa i magistrati di Catania per eccesso di potere e attacco al consiglio dei ministri e del parlamento.

  • Rosita Sonnino 16 febbraio 2019

    D’accordo . Bravissima !