La comunità missina si è stretta intorno a Valterino, “ultimo romantico” di una stagione di lotta

domenica 17 febbraio 13:59 - di Antonio Pannullo

“Un ragazzo”. Così ancora ieri rispondevo a chi mi chiedeva di chi fosse il funerale al quale stavo andando. E’ strano, ma tutti noi consideravamo Valter Benvenuti, Valterino, un ragazzo ancora oggi: non solo per il suo aspetto giovanile, frutto anche degli anni passati in palestra con suo adorato zio Angelino Rossi, ma anche per il suo entusiasmo politico, la voglia di stare insieme con gli amici, la sua leggerezza ottimista nell’affrontare la vita e i problemi che essa pone. E ieri alla chiesa san Giovanni Battista di Ciampino c’era tantissima gente, suoi coetanei più che altro ma anche tanti ex attivisti di Roma, principalmente di Roma Sud, dove più dura e sanguinosa fu la battaglia contro gli estremisti di sinistra, decisi a uccidere tutti i fascisti. E non è un modo di dire. Tra le tante testimonianze, i camerati di allora di Valterino, ci sono stati tanti episodi, simpatici e meno simpatici, gravi e meno gravi, dalle pericolose affissioni in quartieri rossi alle entusiatiche manifestazioni popolari missine, come quelle in piazza dei Mirti, a Centocelle, dove Giulio Caradonna, il sor Giulio, a ogni campagna elettorale si ostinava a parlare malgrado l’ostilità del potente Pci della zona. E Caradonna parlava sempre: un gruppo di poche centinaia di missini, tra i quali sempre Valterino, circondato da un cordone di celerini in assetto antisommossa, circondato a sua volta da migliaia di comunisti urlanti decisi a impedire che i fascisti parlassero. Dalle finestre, dai balconi, dai tetti c’erano bandiere rosse sventaolanti pe rintimidire chi non la pensava come loro. Ma abbiamo parlato sempre. Anzi, a Centocelle c’era anche la sezione del Msi, in via delle Ninfee, frequentata da molti valorosi attivisti e anche da ausiliarie della Saf e da combattenti della Repubblica Sociale, com eperaltro in molte sezioni del Msi. E alle esequie di Valterino c’era Ercole, ex segretario della sezione, che ci ha raccontato come una volta, proprio in piazza dei Mirti, Valterino fosse stato riconosciuto da un gruppo di compagni e preso a sprangate. C’era la palestra di via Rivera, fondata da Angelino Rossi e Gianfranco Rosci, poi segretario della sezione Flaminio, un cui esponente, Carlo, ha chiamato il “Presente!” per Valterino alla fine della funzione. C’erano gli ex attivisti della sezione Prenestino di via Gattamelata, er tedesco, Tappo, Volantino e altri, con le lacrime agli occhi. C’erano quelli della sezione di Tor Pignattara, Carlo, Folgorino, che hanno ricordato come Valterino fosse – e non lo sapevamo – amico di Stefano Recchioni e Franco Bigonzetti, caduti ad Acca Larenzia. Bigonzetti tra l’altro abitava non distante dalla sezione Prenestino, ma frequentava indifferentemente la Tuscolano, la Appio e appunto Tor Pignattara e il Prenestino. C’era Bruno, storico leader di Avanguardia Nazionale, che con Valterino è stato sempre fianco a fianco nelle dure battaglie politiche, che ci ricordava che quando c’era da entrare in azione a fianco di un camerata, non importava se si fosse missini, avanguardisti o ordinovisti, si correva in soccorso. E Valterino era proprio uno di questi “ultimi romantici” che credevano in questi ideali, in questo modo di concepire la militanza politica: senza alcuna polemica verso nessuno ma con molto coraggio verso tutti. Alla fine della messa il senatore Domenico Gramazio, che a Valterino è stato sempre vicinissimo, ha pronunciato commosso qualche breve parola di ricordo. Con lui l’inseparabile Tommaso, oggi amministratore di un importante comune della provincia romana, visibilmente commosso. Gli amici e camerati di Valterino si sono insomma ritrovati ancora una volta tutti i nsieme per salutare per l’ultima volta un uomo coraggioso e leale, un amico, una persona sulla quale sapevi sempre di poter contare, e hanno portato la loro solidarietà e il loro affetto alla famiglia, alla moglie Silvia e alle due figlie Azzurra e Rachele, circondate dall’amore dei loro cari.

Commenti

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  • Er tedesco 17 febbraio 2019

    Il Prenestino non molla mai. Ma senza Valterino pare molto dura. Lo ricorderemo sempre e speriamo che anche il cimitero di Paliano,dove riposa, se ne accorga

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