La Boldrini si unisce al coro contro Salvini: “Ci spieghi se ha preso i soldi da Mosca”

venerdì 22 febbraio 15:45 - di Eugenio Battisti

Laura Boldrini non si fa scappare l’ultima ghiotta occasione per mettere in mora Matteo Salvini. A suo modo. Con qualche ora di ritardo l’ex presidente della Camera affida a un tweet la richiesta di chiarimento sui possibili finanziamenti “occulti” di Mosca alla campagna elettorale leghista. «Salvini chiarisca immediatamente perché se fosse confermata la notizia sarebbe davvero preoccupante. Alla faccia della sovranità e dell’interesse nazionale!».

Il riferimento, al quale Salvini si guarda bene dal rispondere, è all’anticipazione sull‘Espresso del libro dei giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine che sostengono la tesi secondo la quale il Carroccio potrebbe aver ricevuto ingenti finanziamenti dal governo russo in vista delle elezioni europee. La Lega è il partito italiano con le posizioni più filorusse – è il retropensioero –  e il suo leader Matteo Salvini ha più volte elogiato pubblicamente Vladimir Putin. È sufficiente per sostenere che lo zar Vladimiro finanzi i militanti del Carroccio a suon di milioni di euro?

Nell’anteprima annunciata  dal settimanale,  con l’ossessione per il ministro dell’Interno  e i sovranisti, razzisti-fascisti, Tizian e Vergine sostengono che alla fine del 2018 l’ex portavoce di Salvini, Gianluca Savoini, stesse negoziando l’acquisto di una partita di carburante russo con cui mascherare un finanziamento da tre milioni di euro alla Lega. Un sostegno economico camuffato da compravendita di carburante. Soldi russi per i nazionalisti italiani del vicepremier leghista. La trattativa per finanziare la Lega è stata portata avanti in questi mesi nel più assoluto riserbo – prosegue l’inchiesta -riunioni, viaggi, email, strette di mano e bozze di contratti milionari. Da un lato del tavolo uno dei fedelissimi di Salvini, dall’altro pezzi pregiati dell’establishment putiniano. Al centro, uno stock di carburante del tipo “Gasoil EN 590 standards Udsl”. I due giornlisti  però spiegano anche di non saperne di più: «Nnon sappiamo se l’affare è stato concluso», perché l’inchiesta contenuta nel libro è finita prima che si concludesse la presunta trattativa.

Commenti

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  • PIERO 22 febbraio 2019

    BOLDRINA , MA ANCORA PIU IN BASSO VOLETE ANDARE???? ROSICATE VERO??? MENO MALE SIETE FINITI SIA IL FASCISMO CHE IL COMUNISMO CHE SI E’ MANGIATO L’ITALIA DA 65 ANNI??, INSOMMA DOPO IL FINE GUERRA!!

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