Improvvisa scomparsa di Valter Benvenuti, per tutti Valterino, protagonista dell’attivismo missino

venerdì 15 febbraio 19:05 - di Antonio Pannullo

Sgomento e incredulità nella comunità della destra romana per l’improvvisa scomparsa di Valter Benvenuti, per tutti Valterino, valoroso attivista negli anni di piombo. La sua condotta è stata sempre esemplare e coerente: era il nipote di Angelino Rossi, indiscusso protagonista del Movimento Sociale a Roma negli anni Sessanta e Settanta, fondatore della mitica palestra di via Rivera al Prenestino, e per questo zio, Valterino ebbe sempre una autentica venerazione: a 11 anni era già in palestra, come ricorda bene Domenico Gramazio, che a Valterino fu sempre vicinissimo. Valterino era incondizionatamente missino, non si faceva domande, faceva sempre quello che si doveva fare: era un vero soldato politico. Attraversò tutta la stagione degli anni di piombo, quegli anni in cui uccidere un fascista non era reato, in quella temperie che era Roma Sud a quell’epoca: e non era solo il Prenestino, dove il Msi era piuttosto radicato e dove agiva Valterino con segretario Gigi D’Addio, era anche Tuscolano, Quadraro, Centocelle, Cinecittà, Quarto Miglio, Trullo, Tor Pignattara, tutte zone dove i ragazzi del Msi dovevano conquistarsi l’agibilità con la forza, difendendosi dai continiui attacchi armati degli estremisti di sinistra. Valterino, che conobbe anche le patrie galere per il suo impegno politico e sociale, rimase anche coinvolto in quei famosi scontri di quegli anni a piazza Venezia al comizio di Michele Marchio, quando un commando di terroristi comunisti armati assalirono la folla, sparando e lanciando bottiglie molotov perché volevano impedire alla destra di esprimere la sua opinione. In quella cirostanza fu ferito gravemente da una revolverata Domenico Franco, eroico segretario della sezione missina di Monte Mario in via Assarotti, e altri attivisti rimasero feriti, tra cui Valterino. Non per questo però si fermò, come tutti i militanti, proseguì nel suo impegno politico stoicamente. Era alto, magro ma robusto, sempre in forma e sempre pronto ad aiutare i suoi camerati in difficoltà, molto giovanile anche oggi che aveva 61 anni: per questo la notizia della sua scomparsa ci ha lasciati tutti interdetti. Domenico Gramazio, suo fraterno amico, lo aveva fatto ricoverare seguendolo giorno per giorno, ma non c’è stato nulla da fare. Di Valterino ho un ricordo personale, molto significativo: sarà stato il 1979 o il 1980, periodo elettorale; eravamo con alcuni militanti di via Sommacampagna in giro in auto per Roma. Era notte. A un certo punto capitiamo su via Prenestina, altezza Centocelle, e vediamo un ragazzo da solo che stava affiggendo manifesti, cosa non molto prudente per chiunque a quell’epoca. Accostiamo per vedere che manifesti fossero, in quella zona, e constatiamo che erano manifesti del Msi, attaccati da questo ragazzo in giacca militare verde e jeans, ripetiamo, da solo. Era Valterino che stava tappezzando tutta via Prenestina di manifesti con la fiamma tricolore. Ci fermiamo, fumiamo una sigaretta con lui e stiamo un po’ in sua compagnia. Sì, perché Valterino era una di quelle rare persone che ti faceva sempre piacere incontrare, era un punto di riferimento, per il suo equilibrio, la sua sicurezza, la sua incrollabile fiducia nella comunità. E quando gli anni di fuoco finirono, Valterino continuò sempre a frequentare il suo ambiente, e anche ultimamente lo incontravamo sempre alle iniziative che Gramazio organizza nella sede del Cis in piazza Tuscolo. Lascia la moglie Silvia e due figlie, Rachele e Azzurra, e lascia tutta una comunità che senza dubbio senza di lui sarà un po’ più povera.

La redazione e la direzione del Secolo d’Italia e tutta la Fondazione Alleanza Nazionale porgono alla famiglia le più sentite condoglianze per l’irreparabile perdita del caro Valter. Le esequie di Valterino Benvenuti si terranno domani 16 febbraio alle ore 12 presso la chiesa San Giovanni Battista di via Mura dei Francesi nel comune di Ciampino.

Commenti

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  • Simona 16 febbraio 2019

    Un abbraccio di vicinanza a sua moglie Silvia, a Giovanni, Azzurra , Rachele e alla piccola Greta.
    Sentite condoglianze.
    RIP Valter.

  • orza francesco 16 febbraio 2019

    buon viaggio camerata

  • Sonia Longo 15 febbraio 2019

    Ciao valter riposa in pace grande uomo mancherai a tutti per la tua simpatia 😥😥😥😥

  • Helga Dalla Bona 15 febbraio 2019

    Scusate: lascia tre figlie.

  • alberto calselli 15 febbraio 2019

    Ciao Valterino, quaranta anni e più di amicizia vera, sempre in prima linea, disponibile per qualsiasi cosa ti si chiedesse, mi mancheranno i tuoi lunghi discorsi e le tue burle.
    un abbraccione e mi raccomando vigila anche da lassù.

  • Er tedesco 15 febbraio 2019

    Un camerata come pochi,soprattutto oggi. Lo ricordo sempre uguale,dal primo giorno che entrai in sezione al 7 gennaio scorso. Con la sua morte finisce un capitolo della nostra storia,la storia del Prenestino

  • Franco Scrivano 15 febbraio 2019

    Condoglianze alla famiglia ed in particolare alla figlia Rachele che pur mon conoscendola, porta si il nome della moglie del Duce ma anche di mia madre. Che R.I.P.

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