Il lento suicidio del M5S: un deluso su tre lo abbandona per la Lega

lunedì 25 febbraio 12:19 - di Redazione

Bastava leggere anche sommariamente i sondaggi per capirlo: la Lega si sta “mangiando” il M5S. Ora a certificarlo arriva uno studio organico, che, dati alla mano, spiega che «un deluso su tre ora si rivolge al partito di Salvini». L’indagine, che fa riferimento all’ultimo anno, quindi a tutta l’esperienza di governo, traccia anche l’identikit di questi «nuovi leghisti», che sono per lo più «giovani, laureati e del Sud». Dunque, c’è tutta una parte dell’elettorato pentastellato che mostra chiaramente di non credere più alle promesse di cambiamento e alle sirene del reddito di cittadinanza, che tanto appeal – secondo gli analisti – avrebbe dovuto avere nel nostro Mezzogiorno.

L’identikit del deluso M5S: giovane, istruito, del Sud

Lo studio, che è stato condotto da AnalisiPolitica per Libero, spiega che «nel complesso, tra gli elettori che hanno abbandonato i grillini oltre uno su tre (il 35%) è passato con Salvini». «Al Pd arrivano solo le briciole (2%) e poco di più tocca ai partiti alla sinistra dei dem (4%). Il grosso di chi non sceglie la Lega si rifugia invece nel non voto (24%) o rimane nel limbo degli indecisi (35%)», si legge ancora nell’analisi del sondaggio, che mostra come i giovani, specie se con una istruzione alta, siano i più delusi.

«I falchi del Carroccio: molliamo il M5S»

«Tra chi ha deciso di mollare i pentastellati, gli under 35 rappresentano il 43% (mentre sono il 29% degli italiani rimasti fedeli ai Cinque Stelle). Oltre il 40% dei nuovi elettori leghisti appartiene infatti a questa fascia d’eta», prosegue l’analisi presentata da Libero, che spiega anche come «viene da Sud e Isole ben il 60% dei transfughi M5s. E, di contro, viene da qui il 37% dei neo-salviniani». Non stupisce, quindi, che, come riportato in un articolo a corredo della pagina sul sondaggio, intitolata «Lo studio che fa tremare Giggino», «i falchi del Carroccio premono: molliamo M5S. Giorgetti il più insofferente verso gli alleati. Ma ci sono anche i sottosegretari Rixi e Siri. E il governatore Zaia».

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