Il governo apre all’ingresso della Turchia in Europa. Qualcuno avverta Salvini (video)

giovedì 28 febbraio 11:03 - di Guido Liberati

Houston, abbiamo un problema. Qualcuno avverta Matteo Salvini che il governo Conte ha aperto formalmente all’ingresso della Turchia all’interno dell’Unione europea. È quanto si legge (nero su bianco) nella relazione programmatica di Palazzo Chigi, consultabile in Rete, relativa alla partecipazione dell’Italia all’Unione europea.

Lo stralcio della Relazione del governo sulla Turchia

 

Nella relazione firmata dal ministro delle politiche europee, Paolo Savona, si legge: «Ankara resta un interlocutore fondamentale per la Ue per quanto riguarda le relazioni di sicurezza e la politica regionale in Medio Oriente e nel Golfo». Non a caso lo strumento individuato dall’ex ministro per avviare una cooperazione con la Turchia è la Pesc (Politica estera e di sicurezza della Ue). «Tuttavia – evidenzia Savona nel documento – non si può sottacere la preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti fondamentali nel Paese».

Delmastro, capogruppo di FdI in Commissione Esteri

Delmastro Delle Vedove (FdI): “Rischiamo l’islamizzazione dell’Europa”

«Nella relazione programmatica dell’Italia in Europa si legge che il governo giallo verde si impegnerà per l’allargamento dell’Europa alla Turchia. È la solita manina o siamo in presenza di un atto di “sottomissione”? Lega fermi questo atto di sottomissione e islamizzazione dell’Europa o ci penseremo noi: piuttosto ci incateneremo in Parlamento per difendere la nostra civiltà». È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri della Camera, Andrea Delmastro Delle Vedove. L’esponente di FdI ha avuto modo di ricordare i piani del presidente turco. «Erdogan ha appena invitato gli islamici emigrati in Europa a fare almeno 5 figli. Così, nel giro di qualche generazione, l’intero continente sarà islamizzato».

Ma la Commissione Ue ha “congelato” la Turchia

Proprio nei giorni scorsi il ministro degli Esteri dell’Unione Europea ha chiesto la sospensione della procedura di accesso della Turchia nell’Ue. Nel rapporto preparato da Kati Piri si chiede alla Commissione Europea e agli Stati membri di sospendere l’integrazione della Turchia nell’Ue per presunte violazioni di diritti umani e libertà civili, influenze della politica sul sistema giudiziario e ingerenze in dispute territoriali riguardanti l’isola di Cipro.

Salvini lo escludeva: «Sarebbe un cavallo di Troia»

In questo intervento dell’aprile 2013, al parlamento europeo, il leader della Lega, attuale vicepremier, ribadiva la ferma opposizione all’ingresso di Ankara in Europa. «La Turchia – denunciava Salvini in un furente post su Fb – non è Europa né per storia, né per cultura, né per rispetto dei diritti umani! Se Europa non è solo una parola vuota, la Turchia non potrà entrarci ora e neppure in futuro!».

Le sanzioni senza precedenti degli Usa alla Turchia

A conferma della situazione particolarmente delicata in Turchia, basti pensare che, nell’agosto dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Turchia, pur essendo un paese Nato. Caso più unico che raro. Il governo di Washington lo ha fatto per protesta contro una grave violazione dei diritti di un cittadino statunitense, oltre che della libertà di religione: la detenzione, a Smirne, di un pastore protestante americano. La prova che la strada di Ankara verso un vero processo democratico è ancora lunga e piena di ostacoli.
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