Il caso Salvini, la “giuria illuminata” dei 5 Stelle (come a Sanremo) e l’inganno delle parole

lunedì 18 febbraio 15:18 - di Ignazio La Russa
Il Senato, su proposta della giunta competente presieduta da Maurizio Gasparri , dovrà decidere se Salvini possa essere processato per avere “sequestrato” i migranti della Diciotti, che volevano sbarcare in Italia. In punta di diritto si potrebbe opinare se vi fu sequestro, visto che nessuno impediva alla nave di salpare per altre destinazioni ma quel che conta è stabilire se, comunque, la decisione di Salvini (e del governo) fosse giustificata dalla “necessità di tutelare” un interesse dello stato costituzionalmente rilevante, oppure “un preminente interesse pubblico”.
I forcaioli sostenitori della via giudiziaria anti Salvini si affannano inutilmente a dire che non basta un interesse pubblico ma, come sostiene Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, occorre che esso sia “ preminente”. E tale non sarebbe secondo chi è contrario a tutelare le nostre frontiere, controllare l’immigrazione selvaggia e pretendere, che l’Italia non sia lasciata sola a fronteggiare una invasione senza limiti. Noi la pensiamo diversamente.
Ma vi è anche inganno nelle parole dei signori dell’ “apriamo i porti”. L’inganno sta nell’ignorare che in ogni caso l’operato di Salvini risponde con certezza ad un “interesse dello Stato costituzionalmente rilevante”. Dove non entra per nulla il concetto di “preminente”.
 Mi scuso se sono entrato un po’ troppo nell’esame giuridico della vicenda. L’alternativa sarebbe accettare che una scelta giurisdizionale a cui, in tale veste, è chiamato il Senato venga decisa (come pretende di fare ipocritamente il Movimento 5 Stelle) con un referendum on line. Una sorta di voto popolare a scartamento ridotto il cui risultato è comunque facilmente orientato nel bene o nel male  da una “giuria illuminata” che a Sanremo era almeno ufficiale e che qui resterebbe nascosta nelle pieghe di chi organizza il referendum e indirizza il quesito.
Meglio, molto meglio che i senatori si assumano le loro responsabilità che secondo noi portano a rigettare la pretesa di processare Salvini  facendone fra l’altro un martire.
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