Giuseppe Valentino*: un genio della politica, questo è stato Pinuccio Tatarella

venerdì 8 febbraio 6:03 - di Redazione

Impegnata, disordinata, scompigliata: scegliete voi l’aggettivo più adatto a definire quella che fu la quotidianità di Pinuccio Tatarella.

Perché per il resto, tutto il resto della sua intensa ma breve esistenza, per ognuno dei momenti salienti della sua sterminata e produttiva attività di giornalista e di parlamentare, c’è un solo aggettivo capace di ricomprenderne la natura: geniale. Un genio della politica, questo è stato Pinuccio.

Tanto insofferente ad ogni forma e ad ogni liturgia quanto puntuale ed attento alla sostanza delle cose.

Capacissimo di sorprendersi con un amico per il solo fatto che intendeva fargli comprendere l’esigenza dei gemelli da polsino quando indossava l’abito da cerimonia, durante una serata ove erano presenti i vertici delle istituzioni, ed al contempo fulmineo nella comprensione e nella finalizzazione di un preciso disegno politico.

Dotato di una intelligenza intuitiva e multiforme, Pinuccio impegnava ogni sua energia per la crescita e l’affermazione di quella che, sin da ragazzo, era la sua piccola ma, combattiva comunità umana e politica.

Quella comunità particolare, frammentata, divisa, persino rissosa che lui, passo dopo passo e con certosina pazienza, seppe prendere per mano e traghettare dal ghetto dei vinti in cui era stata e s’era confinata sino al vertice delle istituzioni nazionali. Votato al dialogo ma dai principi ben saldi, Pinuccio ha così offerto all’Italia intera una nuova possibilità, una nuova e diversa opzione quando, sfruttando e comprendendo prima d’altri la caduta dei grandi “Muri” che dividevano l’Occidente e l’Est Europeo, operò con tenacia per far crollare una volta per tutte ogni muro di becera incomunicabilità interna.

Sua, più che di ogni altro, fu infatti l’intuizione della prossima fine della frammentazione post-bellica e della contestuale nascita dei due grandi contenitori a cui la nuova Italia avrebbe dovuto guardare.

Quell’idea che sfociò nel disegno del centrodestra di governo ovvero di quel contenitore politico dove la cultura nazionale avrebbe avuto per la prima volta pari dignità con quella cattolica e quella liberale concorrendo alla formazione di un nuovo e più rappresentativo blocco sociale.

Un blocco sociale di cui lui, ministro dell’Armonia per riconoscimento unanime, è stato probabilmente l’interprete più autentico sino al giorno in cui un destino capriccioso ha deciso diversamente.

E le conseguenze di quel capriccio la Destra italiana le sta ancora patendo.

* Presidente Fondazione Alleanza Nazionale

Testo tratto dal libro “Pinuccio Tatarella – passione e intelligenza al servizio dell’Italia”, edito da “Giubilei Regnani”. Link per l’acquisto del libro: http://www.giubileiregnani.com/libri/pinuccio-tatarella/

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