Foibe, oggi abbiamo vinto. Ma per decenni solo la destra ha sfidato l’odio e il silenzio

sabato 16 febbraio 10:30 - di Fabio Roscani

È passato forse sottotraccia, complice anche il voto in Abruzzo che ha visto trionfare il centrodestra con il candidato di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, donando alla regione dalle mille risorse inespresse una speranza, una guida autorevole e capace; ma quello che sta accadendo in questo inizio bebbraio ha dell’incredibile, a tratti del miracoloso. Il 10 Febbraio abbiamo celebrato il Giorno del Ricordo, come ormai ogni anno dal 2004.

Percorso lungo, sofferto, travagliato

Nell’immediato secondo dopoguerra il mondo ha negli occhi la distruzione e la morte che il più grande conflitto della storia aveva prodotto, il mondo  era segnato dalle milioni di vite che la follia umana aveva strappato: ma la Guerra era finita, i soldati tornavano  a casa, le donne riabbracciavano i mariti, i bambini potevano tornare a giocare, era il momento di ricominciare a tornare alla normalità, o quanto meno di  provarci.  La Seconda guerra Mondiale era finita nel 1945, ma c’era un posto, sconosciuto per molti, un pezzo del mondo in Europa, oggi diremmo, tra l’Italia, la Slovenia e la Croazia, con la Terra Rossa e le coste  bagnate dal Mar Adriatico, dove nel 1943 di guerra, ne stava iniziando un’altra.

Le foibe, l’orrore comunista

L’indomani dell’armistizio dell’8 settembre del 1943, la penisola istriana finì sotto il controllo del Movimento partigiano di Liberazione Jugoslavo guidato dal Generale Comunista Tito. La morte e il terrore, tornarono a bussare alle porte, le vittime scelte avranno un’unica indelebile colpa: Essere Italiani! Gli Italiani vennero costretti a lasciare le proprie case, vennero imprigionati, le donne stuprate, torturati e poi gettati, spesso ancora vivi, legati l’uno all’atro con del filo spinato nelle cavità carsiche. Le foibe. In un mese quelle maledette cavità carsiche si riempirono dei corpi di almeno 500 italiani che diventarono alcune migliaia al termine della seconda guerra mondiale, quando gli jugoslavi occuparono la Venezia Giulia e cominciano le deportazioni. Ma non era finita: nel 1947 il Trattato di Pace di Parigi impose il passaggio di Zara, Fiume e di gran parte dell’Istria alla Jugoslavia e fu l’inizio di un esodo doloroso per circa 300 mila italiani. Il mondo sembrò non accorgersi di niente, il silenzio era spaventoso.

Foibe la Destra ha sempre saputo la verità

Solo la destra italiana raccontava, derisa e boicottata le vicende del nostro confine orientale.Più di quarant’anni di quell’assordante e forzato silenzio, voluto e costruito dal piu forte Partito Comunista d’Occidente, quello Italiano. Il 2 Ottobre 1969, il Maresciallo comunista Tito fu insignito persino della medaglia di Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Una vergogna assoluta. Da anni ormai Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale si battono per revocare questa onorificenza e consegnare finalmente alla storia, come sanguinario dittatore comunista, il Maresciallo Tito.

Non si può impedire al sole da risorgere, così come niente può impedire alla verità di essere svelata. Arrivano gli anni Novanta, crolla il Muro di Berlino, la Jugoslavia entra in crisi, e le voci di verità e giustizia iniziano ad alzare il volume. Era il 2004, il Parlamento quasi all’unanimità, istituiva “Il giorno del ricordo” per le vittime e gli Esuli Giuliano Dalmati. Ma tra istituire una legge e celebrare, costruire e far vincere la verità nella coscienza di un popolo al quale per decenni hanno raccontato che la Foiba di Basovizza fu meta ambita di suicidi, c’era ancora  un oceano di mezzo.

Le parole di Mattarella

Andiamo avanti veloci e arriviamo ad oggi, si perché oggi un po’ come se il destino ci avesse messo  lo zampino, è arrivata una folata di vento, di quelle che dopo poco fanno risplendere i raggi di sole in  una giornata uggiosa. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale, in occasione delle celebrazioni della giornata del ricordo, ha affermato che le foibe sono state uno dei capitoli più bui della storia nazionale, una tragedia inspiegabile e ingiustificabile, che lesero e tradirono il ritorno della libertà e della democrazia e condannarono migliaia di italiani a un destino di sofferenza e crudeltà nato dall’odio comunista che alimentava l’occupazione jugoslava nell’Istria e nella Dalmazia. Nel momento in cui pensavamo di poterci ritenere più che soddisfatti dalle parole pronunciate, il Presidente Mattarella ha continuato così: «Non si trattò – come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare – di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Solo dopo la caduta del muro di Berlino – il più vistoso, ma purtroppo non l’unico simbolo della divisione europea – una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della nazione».

Due passaggi essenziali

Un passaggio storico, di cui forse neanche noi stessi ci siamo resi conto. Per la prima volta due passaggi essenziali: i carnefici sono i comunisti slavi, le vittime non pericolosi fascisti da punire, ma Italiani! Il Presidente Mattarella ci ha dato una mano a buttare giu il muro di negazionismo e falso storico? Ci piace pensare che questo discorso si unisca ad  una serie di tasselli che ci hanno permesso negli anni di far vincere la verità. Spettacoli Teatrali, Canzoni, Fumetti e un Film trasmesso in prima serata sui Rai 3, visto da 1 milione di persone, hanno scosso le anime degli Italiani e hanno  portato agli occhi di una Nazione il racconto della sofferenza di un eccidio per anni fatto passare come un conflitto regionale ma che di motivi geopolitici aveva bene poco. Ci piace immaginare che oggi, Norma Cossetto, e le decine di migliaia di Italiani che hanno perso la vita solo perché hanno scelto di non rinnegare la propria Patria, possano finalmente sorridere. Noi oggi abbiamo vinto per loro e con loro. Vogliamo immaginarci Norma che sorride, e perché proprio Norma? Perché Norma  era una ragazza normale , che studiava e si stava per Laureare all’Università di Padova con una Tesi dal titolo “Istria Rossa”, in omaggio alla sua casa, ai luoghi in cui era cresciuta e che amava. Norma dopo essere stata torturata e stuprata è stata buttata in una Foiba dagli uomini di Tito. Norma quella tesi non l’ha mai discussa. Noi oggi ricordiamo e sorridiamo, con il cuore un po’ più leggero, ci immaginiamo  Norma sorridere insieme a noi  e con lei tutte le decine di migliaia di vite strappate e fino a oggi dimenticate.

Continuiamo a ricordare con forza e determinazione per costruire una memoria storica condivisa e compiuta per la nostra Nazione, perché ancora qualcuno ci prova a rivangare il giustificazionismo storico, a dire che furono ritorsioni attuate in un semplice “conflitto regionale”. Sono in pochi, qualche anzianotto dell’Anpi, e qualche professore sessantottino. Ma intanto noi oggi sorridiamo, oggi il silenzio è squarciato ,perché  la loro storia è storia di Italia.

Oggi possiamo strillarlo. Oggi Abbiamo Vinto!

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 16 febbraio 2019

    Abbiamo vinto, si, grazie alla Meloni e alla destra tutta. Vediamo adesso quante fette di prosciutto rimarranno ancora negli occhi di questi sciagurati sinistri. E meno male erano italiani, i morti voglio dire