Foibe, FdI: «Revocare le pensioni date agli ex partigiani corresponsabili delle stragi»

lunedì 11 febbraio 11:50 - di Paolo Sturaro

«Revocare con effetto immediato le centinaia di pensioni corrisposte a cittadini dell’ex-Jugoslavia corrisposte esclusivamente in relazione alla loro attività bellica nel periodo 8 settembre 1943-10 febbraio 1947, con riserva di richiedere la restituzione degli importi finora versati secondo i termini di prescrizione di legge riguardanti le pensioni, ritenendo nullo l’accordo Italia-Jugoslavia del 1957». È quanto si legge nella interrogazione parlamentare che il deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone rivolge al ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Luigi Di Maio, in un testo firmato insieme al collega di partito Walter Rizzetto e a Guido Germano Pettarin, deputato di Forza Italia «chiedendo a tutti i parlamentari di condividere l’iniziativa».

Foibe, l’iniziativa di Fratelli d’Italia

«Non è moralmente e politicamente accettabile – scrive Mollicone nella sua interrogazione che l’AdnKronos ha potuto visionare – che lo Stato italiano continui a erogare, tramite l’Inps, pensioni a personaggi non più cittadini italiani ritenuti corresponsabili di efferati delitti a danno di cittadini italiani inermi e incolpevoli, e comunque non meritevoli per azioni effettuate a favore e a sostegno dell’Italia». Alcune centinaia di persone – si legge ancora – già cittadini jugoslavi, usufruiscono di pensioni erogate dall’Inps nonostante siano stati partecipi ed esecutori delle stragi nelle foibe a danno di incolpevoli cittadini italiani. L’esponente di Fdi ricorda «come appare del tutto incongruente proseguire nell’applicazione di tale Accordo considerato sia la mutata situazione politica della ex-Jugoslavia a seguito del suo dissolvimento e la costituzione di molteplici Stati autonomi». Per Mollicone «gli interventi effettuati da questo governo e da quelli precedenti sulle pensioni in essere, sia quelle cosiddette d’oro, sia quelle ordinarie, consentono ulteriori interventi anche di effetto retroattivo». ll Presidente della Repubblica, nel discorso pronunciato al Quirinale nella giornata del 9 febbraio 2019, ha riconosciuto la sofferenza e il dramma degli italiani che rimasero vittime delle stragi indiscriminate effettuate dalle bande comuniste jugoslave contro chiunque fosse italiano, al di là della sua appartenenza politica, religiosa, sociale», sottolinea infine l’esponente della destra.

E Giorgia Meloni rincara: lo stop alle pensioni per gli ex partigiani filo-titini, che si sono macchiati di crimini contro gli italiani, proposto da Fratelli d’Italia è una “iniziativa sacrosanta che si unisce a altre nostre richieste, come quella di revocare le onorificenze date dalla nostra repubblica al maresciallo Tito e di intervenire contro il fatto di intitolare proprio a Tito tante strade nelle nostre città”. Lo dice all’AdnKronos la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dopo che oggi Fratelli d’Italia ha rivolto un’interrogazione al ministro del Lavoro Di Maio, per chiedere di abolire pensioni a ex partigiani del confine orientale, complici dei titini tra il ’43 e il ’47 e alle famiglie beneficiate dalla reversibilità.

Commenti

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  • Laura52 12 febbraio 2019

    Ma quanti ex partigiani sono ancora vivi?

    • Francesco Storace 13 febbraio 2019

      mi avvalgo della facoltà di non rispondere

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