De Magistris e Saviano oggi litigano. Ma un tempo erano “un cuore e una manetta”

giovedì 21 febbraio 12:42 - di Valerio Falerni

Vista da dentro Napoli, sembra la storia del bue che dà del cornuto all’asino. Già, perché il sindaco De Magistris avrà pure tutte le ragioni di questo mondo a rinfacciare a Roberto Saviano di mettere in scena «una narrazione falsa» della città con  la sua Paranza dei bambini, fresca di berlinese premio, ma non è che lui gli sia da meno con la menata del «nuovo rinascimento» che ormai non si beve nessuno  all’infuori dei fortunati  abitanti della “Napoli da cartolina”. Basta farsi un giro intorno a Piazza Garibaldi o chiedere a uno a caso tra i commercianti del Vasto per capire o sentirsi rispondere che la narrazione di De Magistris è una patacca grande almeno quanto quella di Saviano. Ma mentre l’autore di Gomorra sputa sentenze su tutto senza onere di risultato, dal colore delle felpe dell’odiato Salvini ai brevi cenni sull’universo, Giggino a’ manetta fa il sindaco, e spetta a lui occuparsi di buche, lampioni, traffico, bus, metropolitana, mense scolastiche e di tutto il bendiddìo contro cui incorna ogni giorno, e con gran dolore, il cittadino-utente-contribuente. E perciò, se proprio de Magistris vuole sfruculiare Saviano fino in fondo, non ha che da ricorrere alla sublime arte dello spariglio e chiamarlo in correità sul proprio fallimento amministrativo. E sì, perché mista alle tanti voci della cultura che a suo tempo fecero coro in favore di De Magistris sindaco, alta e squillante s’udì anche quella dell’oggi immemore sputasentenze. E se è esercizio democratico seppellire metaforicamente un sindaco nella buca che non ha ricoperto, è ben giusto impiccare, altrettanto simbolicamente, uno scrittore alle parole che ha pronunciato, specie se queste fanno più danno della voragine a cielo aperto. Altra strada De Magistris non ha  per sperare di chiudere almeno in pareggio la partita con Saviano. Sempre che, beninteso, non siano i napoletani ad anticipare il triplice fischio pur di mettere fine al derby tra queste due ex-comari da tempo incamminate sul viale del tramonto.

 

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