De Gregori contro Lega e Mogol: «Più musica italiana in radio? Una sciocchezza…»

giovedì 28 febbraio 16:56 - di Mia Fenice

«Mi sembra una stronzata…». Francesco De Gregori si schiera contro la proposta di legge targata Lega per modificare i palinsesti radiofonici e dare più spazio alla musica italiana. Il Carroccio punta a modificare i palinsesti radiofonici facendo in modo che (almeno) un terzo delle canzoni passate via etere siano italiane.  «Non so cosa sarebbe stata la mia vita da musicista – ha detto il cantautore – se non avessi potuto ascoltare fin da piccolo tutte le canzoni straniere che ho sentito». Una posizione netta che va non solo contro la proposta avanzata dalla Lega, ma anche contro l’appoggio arrivato dal presidente della Siae Mogol. «Sarei favorevole soltanto al fatto che il 33,3% periodico venisse riservato alle mie canzoni», ha scherzato il cantautore aggiungendo poi, seriamente: «Le radio non mi passano, come non passano tanta gente come me. Bisognerebbe interrogarsi su questo».

De Gregori e la proposta della Lega

Nel testo della pdl, che riporta le firme di Alessandro Morelli (presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania) e dei deputati Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan si chiede, come si legge nell’articolo 2, che «le emittenti radiofoniche, nazionali e private» debbano riservare «almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione».

 

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