Conte riesce a vedere un anno bellissimo. Come le tasse di Padoa Schioppa

venerdì 1 febbraio 13:05 - di Il Cavaliere Nero 😎

Al presidente del Consiglio Giuseppe Conte devono aver fornito una dose sbagliata di medicinali. Non si spiegaaltrimenti la lettura superficiale dei dati economici. Un convegno dopo l’altro, una soffiata nelle orecchie da Rocco Casalino, una spintonata da Luigi Di Maio, ecco il premier che scivola in maniera clamorosa.
Si è presentato stamane all’assemblea celle cooperative e, nonostante i giornali spalancati con tutte le prime pagine, ha bellamente ignorato la realtà di un paese in recessione ed è arrivato a preconizzare un 2019 che sarà bellissimo.
Fermatelo.
Non bastava la solita figuraccia in video rubato con Angela Merkel.
Ora sono state proprio parole sue: i dati Istat sono un “buon segno e sono fiducioso che il trend possa
continuare”.
Ovviamente non mancano le reazioni di incredulità rispetto ad un’uscita del genere. Comincia davvero a infastidire che il presidente del Consiglio non votato da nessuno possa farsi beffe del nostro popolo in questa maniera. Tanto più con l’uso di espressioni davvero infelici.
Al cronista che conserva buona memoria, la parola scelta – “bellissimo” – fa venire in mente la fragorosa polemica suscitata negli anni di Prodi dall’allora ministro dell’economia Padoa Schioppa. che definì appunto bellissimo pagare le tasse, che gli gettò addosso una valanga di insulti ben meritati.
Non ha idea, Giuseppe Conte, che cosa significhi restare senza lavoro per i disoccupati; senza commesse per le imprese; e con tate tasse da pagare – persino sul piano locale – per aziende e famiglie.
Il suo anno bellissimo coincide con la fama che gli hanno riservato Salvini e Di Maio: ma che si possa permettere di sfotterci, questo proprio nero. E ci fa arrabbiare.
Si diano una regolata, i signori di palazzo Chigi, perché giocare sulla pelle degli italiani non va affatto bene. L’Italia in recessione non è uno scherzo, perché arriverà certamente la manovra correttiva che ora negano. E si rivolteranno contro di loro tutti quelli che protestavano contro “quelli di prima2. La propaganda è finita.

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